Fine vita, la storia di Archie, il ragazzino che sta facendo piangere l'Inghilterra

Archie Battersbee
Archie Battersbee Diritti d'autore Hollie Dance/AP
Di Cecilia Cacciotto
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La storia di Archie, il ragazzino che sta facendo piangere l'Inghilterra. La battaglia legale dei genitori L'Italia insieme al Giappone ospiterebbe l'adolescente per cure palliative

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Fino all'ultimo respiro. Non mollano i i genitori di Archie il ragazzino inglese di 12 anni ricoverato al London Royal Hospital in stato vegetativo. Sono riusciuti a presentare il ricorso, entro le 10 di questo giovedì mattina, chiedendo il trasferimento di Archie in un istituto di per malati terminali. 

Mossa legale che ha evitato che venisse staccata la spina, azione prevista nella mattinata di oggi, dopo numerosi rinvii. 

Jonathan Brady/AP
I genitori di Archie, Paul Battersbee e Hollie DanceJonathan Brady/AP

I genitori non si danno pace, è stata chiara la mamma di Archie. "Ho promesso a mio figlio di andare fino in fondo ed è quello che insieme al padre faremo. Voglio che Archie resti in vita, ci sono altri due Paesi disposti a accoglierlo. Se questo Paese non vuole prestargli  le cure necessarie, perché non farlo altrove?".

 E i due Paesi che hanno avanzato la proposta sono Italia e Giappone. Ma sul trasferimento, anche verso un istituto per malati terminali, nessuno si pronuncia anche perché stando ai comunicati medici, lo stato dell'adolescente è molto instabile e un trasferimento in ambulanza accelererebbe il suo deterioramento, questo anche se personale e trattamento intensivo fossero al completo durante il trasferimento.

La battaglia legale va avanti da metà luglio, quando la giustizia britannica autorizzç a spegnere i macchinari. 

Hollie Dance/AP
Archie è tenuto in vita artificialmente dallo scorso aprileHollie Dance/AP

Contro la pronuncia che prevedeva di staccare la spina martedì scorso, i genitori di Archie si sono rivolti alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Corte che  mercoledì ha respinto il ricorso, riconoscendo di fatto le sentenze pronunciate Oltremanica. I genitori di Archie sono sostenuti in queste ore da diverse associazioni cristiane  che hanno permesso di moltiplicare i ricorsi allontanando di fatto  l'ora più buia.

Archie era stato trovato privo di sensi in casa lo scorso 7 aprile, da allora in diversi gradi di giudizio la giustizia britannica si è espressa in modo univoco: la morte cerebrale di Archie non dà adito a alcuna speranza. 

All'origine del malessere di Archie la cosiddetta Blackout challenge  che prevede che i giovani trattengano il respiro  fino a arrivare  a svenire. A quel punto, la sfida si ritiene superata.  La sfida è diventata virale su Tik Tok, causando non pochi problemi legali alla piattaforma social.

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