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Il trumpismo alla sbarra

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Di Alberto De Filippis
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Una commissione del Congresso degli Stati Uniti che indaga sulla rivolta del 6 gennaio dello scorso anno a Capitol Hill ha concluso la sua udienza finale programmata. E le prove finora viste sul coinvolgimento dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump sono schiaccianti

Elaine Luria, democratica, membro del comitato: "Lo staff rimasto alla Casa Bianca la mattina del 7 gennaio sapeva che il presidente doveva rivolgersi di nuovo alla nazione e quella mattina gli avevano preparato un discorso. Ma lui si è rifiutato per ore di pronunciarlo".

Gli agenti dei servizi segreti hanno temuto per la propria vita durante l'attacc, mentre alla figlia di Trump, Ivanka, è stato chiesto di aiutare a convincere il padre a prendere posizione per fermare gli eventi.

Dice Bennie Thompson, capo del comitato democratico, capo di un pannello del Congresso che indaga sull'attacco del 6 gennaio:  "Non c'è dubbio che Donald Trump comandasse la folla, una folla che sapeva essere pesantemente armata, violenta e arrabbiata, per marciare sul Campidoglio per cercare di fermare il trasferimento pacifico di poteri. Ha attaccato il suo stesso vicepresidente (Mike Pence, ndr) e tutti i legislatori che lavorano per il popolo. Questi fatti sono rimasti incontrastati e quindi deve esserci responsabilità. Responsabilità secondo la legge. Responsabilità nei confronti del popolo americano".

Ivanka Trump condannò l'attacco

La commissione sta cercando di costruire un caso per mostrare come Trump abbia agito illegalmente nel tentativo di ribaltare la sua sconfitta contro Joe Biden alle elezioni presidenziali del novembre 2020. I repubblicani del Congresso hanno criticato l'udienza, dicendo che è parziale e non basata sui fatti.