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Infanzia assediata: la guerra a Mariupol nelle pagine di diario di un bimbo di 8 anni

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Di Euronews  Agenzie:  AFP
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Yegor con il suo diario a Zaporizhzhia, Ucraina, 3 giugno 2022
Yegor con il suo diario a Zaporizhzhia, Ucraina, 3 giugno 2022   -   Diritti d'autore  EKATERINA KLOCHKO / AFP

Gli orrori dell'assedio di Mariupol Yegor Kravtsov li porta incisi sul corpo: a soli 8 anni è stato testimone del capitolo più sanguinoso di questa guerra scoppiata nel cuore d'Europa.

Oggi, con la sua famiglia è riuscito a fuggire a Zhaporizhia: di quei giorni rimangono i pensieri raccolti in un diario, dove con un'innocenza disarmante racconta cosa significhi vivere vivere tra piogge d'artiglieria e schegge di granate. 

"Ho una ferita sulla schiena, la pelle è strappata" c'è scritto tra le prime pagine. "Mia sorella ha la testa rotta. E mia madre si è strappata i muscoli della mano e ha un buco nella gamba".

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Egor Kravtsov, un bambino sfollato di otto anni, e sua madre Yelena Kravtsova a Zaporizhzhia, Ucraina, il 3 giugno 2022EKATERINA KLOCHKO/AFP or licensors

Yegor mostra le sue ferite e quelle dei suoi familiari con l'orgoglio di un bambino che ha superato prove di coraggio che per gli adulti, a poche centinaia di chilometri, restano inconcepibili.

Tra disegni e annotazioni scritte a penna, il suo diario racconta i fatti di quei giorni con un candore quasi avvilente: c'è la vita che scorre tra le bombe, il quartiere che comincia ad essere colpito, vicini e conoscenti che iniziano a morire,  uno dopo l'altro.  

"Amava disegnare" dice la madre Olena Kravtsova, sfogliando tra le pagine del diario. "Disegnava con la penna sulla carta, non gli sono mai piaciute le matite colorate e i pennarelli.Queste sono due nostre vicine di casa, Nadya e Galya. Entrambe sono sepolte. E' morta prima una sorella, poi l'altra. È l'ultima cosa che ha disegnato".

Oggi i Kravtsov sono al sicuro, ma Yegor dice di sentire la mancanza della sua città, della sua vecchia vita, di suo nonno e di una comunità che in gran parte è stata spazzata via. 

Prima di fuggire da Mariupol, Olena ha registrato un video delle rovine della loro casa per conservarne almeno il ricordo, anche se a quel punto un missile russo l'aveva già sventrata.  Chi ha lanciato quel razzo oggi è il nuovo padrone della città; e la famiglia Krastov non ha idea di quando arriverà il giorno in cui su quelle macerie si potrà ricostruire