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Serbia, il presidente Vucic giura per un 2° mandato guardando a Mosca e a Bruxelles

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Di euronews con ansa
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Il presidente serbo
Il presidente serbo   -   Diritti d'autore  AP Photo/Marko Drobnjakovic

La lealtà a Mosca non si tocca ma il cammino della Serbia verso l'Unione europea resta una priorità del presidente Aleksander Vucic che ha giurato per un secondo mandato da capo di Stato.

Lealtà a Mosca ma non per sempre

La sua posizione sul conflitto russo ucraino è stata di grande equilibrismo diplomatico finora ma Vucic ha lasciato intendere che se fosse il caso Belgrado potrebbe esprimersi a favore delle sanzioni contro Mosca.

"Esprimerci a favore potrebbe danneggiarci per questo chiediamo ai nostri partner europei aiuto, cosa che potrebbe essere problematica per loro".

Sebbene la Serbia abbia condannato l'invasione russa in Ucraina, insieme alla Bielorussia è il solo Paese europeo a non aver adottato le sanzioni decise a livello internazionale.

Al contrario ha rinnovato a un prezzo di favore per le forniture di gas per i prossimi tre anni.

 Vucic ha anche dichiarato  di auspicare la formazione del nuovo governo entro la fine di luglio, sottolineando  l'importanza di avere in tempi rapidi un nuovo esecutivo, che sarà inclusivo il più possibile dei rappresentanti delle minoranze, e che dovrà occuparsi di problemi cruciali quali gli approvvigionamenti energetici in vista dell'autunno-inverno, l'ulteriore miglioramento dell'economia alle prese con la nuova crisi legata al conflitto in Ucraina, le misure per incrementare il tasso di natalità. 

Il programma e la geopolitica

Nel suo intervento in aula, interrotto a più riprese da applausi prolungati da parte dei deputati, Vucic ha affermato al tempo stesso che la Serbia proseguirà nella sua politica di avvicinamento e miglioramento dei rapporti con gli altri Paesi della regione. Grazie a questo percorso già iniziato,  ha osservato, Belgrado mai prima d'ora ha avuto migliori rapporti con Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia e grazie all'iniziativa 'Open Balkan'  con Macedonia del Nord e Albania.

Grande è inoltre la volontà e l'interesse della Serbia a migliorare i rapporti con la Croazia, mentre sulla Bosnia-Erzegovina la posizione di Belgrado resta quella del rispetto della sua integrità territoriale, degli accordi di Dayton (che nel 1995 posero fine alla guerra, ndr), e della difesa dei serbi di Bosnia e della Republika Srpska. "Saremo sempre contro cambiamenti degli accordi di Dayton senza l'assenso dei tre popoli costitutivi, e saremo sempre al fianco della Republika Srpska", ha detto Vucic.

Le elezioni lo scorso aprile

Il 3 aprile scorso Vucic ha vinto al primo turno le elezioni presidenziali aggiudicandosi un secondo mandato quinquennale, l'ultimo previsto dalla legge. La prima volta era stato eletto nel 2017, vincendo anche in quella occasione al primo turno. Il 3 aprile si era votato in Serbia anche per le legislative e le amministrative in 12 Comuni compresa la capitale Belgrado. Il giuramento di Vucic è avvenuto dinanzi al parlamento uscente dal

momento che il nuovo scaturito dal voto di aprile non si èancora riunito nella sua seduta costitutiva per via di ricorsi e ripetizioni del voto in alcuni seggi nel Paese.