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Assedio continuo all'acciaieria Azovstal. Ancora 200 civili intrappolati

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Di Gianluca Martucci
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L'attacco all'acciaieria Azovstal di Mariupol
L'attacco all'acciaieria Azovstal di Mariupol   -   Diritti d'autore  AP

L'acciaieria Azovstal di Mariupol è sotto assedio. L'ultimo baluardo della resistenza ucraina della città cerca di difendersi come può mettendo in salvo quante più persone possibili. Dopo il completamento della prima evacuazione dei civili dall'impianto tra lunedì e martedì, si stima siano ancora duecento i civili attualmente intrappolati nelle gallerie e nei bunker dell'acciaieria. Le Nazioni Unite contano 159 profughi arrivati a Zaporizhzhia nella giornata di martedì.

"È stato terrificante perché ci hanno bombardato in continuazione e durante il giorno i bambini non riescono a dormire", dice Anna, dopo essere arrivata a Zaporizhzhia. I bombardamenti non si sono mai fermati, onestamente non immaginavamo di poter uscire da lì", continua la donna. 

"L'evacuazione è stata completata con successo, ma sono preoccupata perché non tutti i civili sono al sicuro: l'impianto è enorme e spesso è difficile trovare una via di fuga, molte persone hanno paura a uscire", ha detto la coordinatrice Onu per l'emergenza umanitaria in Ucraina Osnat Lubrani.

Oltre Mariupol

La nuova fase della guerra non si limita solo al Donbass e alla costa orientale. A Donetsk sono ventuno le vittime nelle ultime e raid aerei si registrano anche nell'Ovest del Paese. A Leopoli, a 60 chilometri dal confine polacco, sono state abbattute tre sottostazioni elettriche interrompendo le forniture di energia. Due persone sono state ferite e stanno ricevendo aiuto, riferisce il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi

Le autorità ucraine hanno anche parlato di attachi contro infrastrutture in Transcarpazia, l'oblast a confine con Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania. I danni alla rete ferroviaria si contano in tutta la regione.