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Il cancelliere Scholz al centro delle polemiche. I tedeschi chiedono invio armi pensati a Kiev

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Di Debora Gandini
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Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz
Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz   -   Diritti d'autore  Copyright Andreas Gora/ddp via AP, File

Le bandiere ucraine sono sempre appese davanti all'ambasciata russa a Berlino. Mentre gli attivisti lasciano messaggi davanti alla sede per il Presidente Vladimir Putin, la Germania si prepara ad affrontare una tempesta politica. Si fanno sempre più pesanti le critiche sulla gestione diplomatica della guerra da parte del cancelliere Olaf Scholz, come fanno notare diversi analisti.

“Sembra che la strategia di Scholz fin all'inizio di questa crisi, sia stata improntata sull’esporsi il meno possibile e il più tardi possibile e questo per non stare dalla parte sbagliata”, ha sottolineato Jessica Berlin di German Marshall Fund. “Ora dichiara che la Germania non può farcela da sola e che può agire solo di pari passo con gli alleati. Tuttavia questa tesi sta lentamente iniziando a vacillare perché gli altri paesi stanno facendo molto di più in fatto di aiuti militari".

L'attuale dibattito non riguarda solo la questione dellacquisto del gas dalla Russia ma anche la riluttanza nell’inviare le cosiddette armi pesanti in Ucraina. La domanda che in molti di stanno ponendo, anche all’interno del Partito Socialdemocratico è se Olaf Scholz pensa che l'Ucraina possa e debba vincere questa guerra.

Eppure nella politica estera c’è stato un grande cambiamento come annunciato dallo stesso cancelliere. Qualcosa si sta muovendo come ha affermato anche Liana Fix della Fondazione Körber, ma non abbastanza velocemente per gli alleati della Germania e per gran parte dell'opinione pubblica tedesca.

Una scelta difficile

In poche parole la linea che Olaf Scholz ha comunicato e presentato al Bundestag non ha contenuti reali e la gente inizia a dubitare. Secondo gli ultimi sondaggi le decisioni di Scholz stanno scatenando una bufera. La maggior parte dei tedeschi vorrebbe che si stoppassero le importazioni di gas russi e si inviassero armi più pesanti. A schierarsi dalla parte del Cancelliere c'è l'ex ministro degli Esteri del governo Merkel, Sigmar Gabriel, che si è detto d'accordo con la linea del cancelliere avvertendo che si rischierebbe di fornire a Putin il pretesto per un'ulteriore escalation.

Le critiche arrivano da molti paese europei ma anche da diversi membri dei partiti che sono al governo, come i Verdi e i Liberali. Per Berlino è un momento delicato ma sembra improbabile, almeno per ora, che Olaf Scholz faccia un passo indietro sull’Ucraina.