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Putin: "Senza il nostro gas, l'Europa non può farcela"

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Di Euronews
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Putin, riunione su sanzioni e energia
Putin, riunione su sanzioni e energia   -   Diritti d'autore  Mikhail Klimentyev/Sputnik

O pragmatici, come Austra, Ungheria e Germania, che si oppongono all’embargo sulle forniture del gas russo poiché le sanzioni danneggerebbero più l’Unione Europea che la Russia. 

O flagellanti, ma per una buona causa, perché rinunciare al gas significa tagliare i finanziamenti alla macchina da guerra di Mosca in Ucraina. 

Vladimir Putin conosce la frattura e, durante una riunione sull'energia, lo dice a chiare lettere: "L'Europa non può fare a meno del gas russo".

I nostri cosiddetti partner dei Paesi ostili riconoscono che non possono fare a meno delle risorse energetiche russe, tra cui il gas naturale. Un'alternativa sensata per l'Europa, al momento, è semplicemente inesistente
Vladimir Putin
Presidente russo

"Nonostante queste verità evidenti per tutti, i Paesi europei parlano continuamente di fermare le forniture russe. Così facendo - aggiunge Putin - destabilizzano il mercato con un ulteriore aumento dei prezzi, prima di tutto per i loro cittadini".

Gas russo, braccio di ferro tra Putine e Ue

L'economia russa è fortemente dipendente dalle esportazioni di materie prime, con entrate che risultano dalla vendita di petrolio greggio, prodotti petroliferi e gas naturale che rappresentano circa la metà del bilancio federale russo. 

Le principali esportazioni della Russia sono carburanti e prodotti energetici (63% delle spedizioni totali, di cui il petrolio greggio e il gas naturale rappresentano rispettivamente il 26% e il 12%).

L'Ue nel suo complesso ha già deciso di ridurre la dipendenza dal carbone russo e sta discutendo l'embargo del gas e del petrolio. In questo caso, le discussioni risultano ostiche perché molti Paesi dipendono vitalmente dagli idrocarburi della Russia.

La Russia soddisfa al momento circa il 40% del fabbisogno europeo di gas.
La guerra in Ucraina ha spostato l'attensione sulla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento e, nel lungo periodo, di accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. 

"Nuovi clienti per le risorse russe"

Secondo il Cremlino, l'Europa taglia dunque a suo danno, ma anche alla luce del danno interno Mosca sta già guardando a nuovi clienti: "È necessario diversificare le esportazioni - continua il presidente russo - Partiamo dal fatto che in futuro le consegne di risorse energetiche verso ovest diminuiranno comunque. Quindi, dobbiamo rafforzare la tendenza degli ultimi anni, riorientando il nostro export verso i mercati in rapida crescita dell'Est e del Sud".

Con l'Europa a 2 velocità anche sull'embargo, la realpolitik di Putin scava dunque nella frattura tra Paesi europei, concorda ad esempio direttamente con l'Austria - che dipende dal gas russo per l'80% - il pagamento in euro e non in rubli. E accetta la prova di forza.