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La Danimarca riprende i lavori per il gasdotto Baltic Pipe

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x Diritti d'autore Frank Molter/( dpa (www.dpa.de)
Diritti d'autore Frank Molter/( dpa (www.dpa.de)
Di Annalisa Cappellini
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I 900 chilometri di tubi che connetteranno la Polonia con le riserve di gas norvegese copriranno il 50% del consumo polacco.

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In Danimarca riprendono i lavori per la costruzione del Baltic Pipe, il gasdotto sospeso nel maggio scorso per questioni ambientali. I 900 chilometri di tubi che connetteranno la Polonia con le riserve di gas norvegese possono trasportare fino a 10.000 milioni di metri cubi di gas all'anno. Si tratta di una quantità cruciale per l'independenza energetica di Varsavia, che metterà fine al contratto con il gigante russo Gazprom nel 2022.

Euronews
Il progetto del gasdotto Baltic PipeEuronews

Il Baltic Pipe coprirà infatti il 50% del consumo polacco, la stessa quantità attualmente fornita al Paese dalla Russia. Il gasdotto dovrebbe essere operativo già a inizio 2023, una scadenza particolarmente vicina. "Stiamo cooperando con tutte le parti interessate per accelerare la costruzione. Faremo tutto il possibile per rispettare la tabella di marcia", spiega Søren Juul Larsen, responsabile del progetto. Il gasdotto è strategico anche per la Danimarca, attraverso cui passeranno i tubi. "Lo facciamo per avere il gas in Danimarca, naturalmente - dichiara Larsen - ma soprattutto per aiutare i nostri amici e vicini polacchi". 

Il gasdotto Baltic Pipe.
EuronewsIl gasdotto Baltic Pipe.

L'Europa cerca di affrancarsi dal gas russo

Di fronte alla necessità di distaccarsi dal gas russo, sono molti i Paesi europei che cercano nuove fonti di energia. Dopo l'abbandono del gasdotto Nord Stream 2, la Germania ha rilanciato tre progetti di terminali per il gas naturale liquefatto.

Dal canto suo, la penisola iberica vorrebbe essere la nuova porta di entrata per il gas, con il Portogallo che vuole raddoppiare la capacità del suo terminal portuale di Sines entro due anni e la Spagna, già legata a gasdotti algerini, che potrebbe chiedere di aumentare la portata di questi ultimi.

I paesi europei potrebbero anche guardare al Mediterraneo orientale, dove nuovi giacimenti di gas sono stati scoperti negli ultimi 20 anni al largo delle coste israeliane e cipriote.

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