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Procuratore capo della Corte penale internazionale: "L'Ucraina è una scena del crimine"

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
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Procuratore capo Corte Penale Internazionale, Karim Khan
Procuratore capo Corte Penale Internazionale, Karim Khan   -   Diritti d'autore  FADEL SENNA/AFP or licensors

Un orrore senza fine. E’ quanto sostiene la comunità internazionale di fronte alle immagini delle fosse comuni, scoperte nella fascia metropolitana di Kiev, dopo la ritirata delle forze russe. Centinaia di corpi di civili massacrati e gettati nelle buche scavate nella terra. Da più parti c’è chi chiede che venga aperta un’inchiesta per crimini di guerra. Per la Corte Penale Internazionale l’Ucraina è una scena del crimine.

Il procuratore capo, Karim Khan, è stato a Bucha, il sobborgo alle porte della capitale ucraina, simbolo delle atrocità della guerra in Ucraina. Nelle aree abbandonate dai russi c’erano cadaveri con mani legate dietro alla schiena, con fori di arma da fuoco alla nuca. Persone uccise in modo disumano.

"Se ci sono reati i giudici devono decidere se emettere mandati o citazioni, ma bisogna fare un passo alla volta perché questa è una prassi. Abbiamo un team di persone che non sono qui perché non possono farsi riconoscere davanti alle telecamere”, ha sottolineato Khan. “Si tratta scienziati e antropologi forensi, analisti, investigatori e avvocati."

"Tutti dobbiamo lavorare per cercare di separare la verità dalla finzione e per fare in modo che ogni individuo, ogni bambino, ogni donna, ogni uomo possa avere una vita sicura e non essere preso di mira in modo arbitrario. Siamo qui a Bucha perché abbiamo motivi ragionevoli per credere che vengano commessi crimini all'interno della giurisdizione del tribunale. Dobbiamo dissolvere la nebbia della guerra per arrivare alla verità", ha ricordato Khan.

Accuse di genocidio sono state mosse contro il presidente russo Vladimir Putin dal presi-dente degli Stati Uniti Joe Biden e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Né la Russia né l'Ucraina fanno parte della Cpi, ma Kiev ha accettato la giurisdizione della Corte per i crimini commessi sul suo territorio dall'invasione russa della Crimea nel 2014. Il 3 marzo di quest'anno la Corte ha aperto un'indagine su sospetti crimini di guerra in Ucraina.

Il Tribunale dell'Aja ha aperto un’indagine per crimini di guerra e crimini contro l'umanità mentre tutte le accuse sono state definite inaccettabili dal Cremlino che sostiene che le immagini delle morti di civili siano solo un falso.