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Sanzioni alla Russia, le fratture tra i Paesi dell'Europa centrale

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Di euronews
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Il gruppo C5
Il gruppo C5   -   Diritti d'autore  CZCT

Le sanzioni alla Russia per il conflitto ucraino stanno aprendo qualche frattura anche in seno al gruppo dei C5, la piattaforma informale formata da 5 Paesi dell'Europa centrale Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Austria e Repubblica Ceca.

Quest'ultima prenderà la presidenza dell'Unione europea per il secondo semestre del 2022 e si dice convinta della necessità di allentare i legami di dipendenza dal gas russo. A ribadirlo Jan Lipavský, ministro degli Esteri ceco: “ Nel corso della nostra presidenza dell'Unione europea, vorrei facessimo progressi verso questa direzione così da ridurre sensibilmente anche le entrate russe".

Sarebbe decisamente il superamento di una linea rossa per l'omologo ungherese, Péter Szijjártó: “Abbiamo firmato 5 pacchetti di sanzioni, abbiamo sostenuto queste misure volute dall'Unione europea. Per noi la sicurezza energetica dell'Ungeria è una linea rossa che non può essere superata. Per questo anticipo che non possiamo firmare sanzioni che blocchino l'import di gas e petrolio".

L'Austria fa appello al pragmatismo chiedendo che si adottino sanzioni che puniscano più la Russia che l'Europa. Sullo sfondo resta la necessità di invertire la dipendenza europea dal gas russo.

"Nel corso della nostra presidenza vogliamo fermare le importazioni di petrolio dalla Russia", ha detto Lipavský in una conferenza stampa dopo l'incontro al castello di Stirin vicino a Praga.

"L'Europa e il mondo intero stanno affrontando un conflitto senza precedenti", ha sottolineato.

L'agenda dei ministri C5, come viene chiamata questa piattaforma informale dei paesi dell'Europa centrale, è stata dominata dal conflitto in Ucraina, sebbene sia stata affrontata anche la situazione della pandemia, e l'evidente recessione in questi Paesi nonché la presidenza ceca dei Ventisette per il secondo semestre dell'anno.

Priorità della presidenza Ue di Praga

La guerra in Ucraina e i quattro milioni di persone che hanno lasciato il Paese, così come la ricostruzione del Paese, segneranno le priorità della presidenza Ue ceca .

La Repubblica Ceca ha già accolto più di 300.000 persone dall'Ucraina,  metà delle quali minorenni, di questi circa 30.000 sono stati anche scolarizzati.

Oltre alla gestione dei rifugiati, Praga concentrerà la sua presidenza, secondo Lipavský, sulla riduzione della dipendenza energetica dalla Russia e sulle questioni di sicurezza, insieme al sostegno alla libertà dei media.

Lipavský ha anche sostenuto la creazione di un fondo postbellico per la ricostruzione dell'Ucraina, che richiederà una "conferenza di donatori".

Il gruppo Central5 è stato creato in risposta alla pandemia di Coronavirus, sei mesi fa a Vienna.