This content is not available in your region

Ucraina: tutte le strade degli aiuti umanitari portano ad Odessa

Access to the comments Commenti
Di Sérgio Ferreira de Almeida, inviato a Odessa - Edizione italiana: Cristiano Tassinari
euronews_icons_loading
Dolorose partenze dalla stazione ferroviaria di Odessa. (4.4.2022)
Dolorose partenze dalla stazione ferroviaria di Odessa. (4.4.2022)   -   Diritti d'autore  Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

ODESSA (UCRAINA) - L'esplosione della guerra in Ucraina ha imposto una reazione veloce e decisa della macchina degli aiuti umanitari. A Odessa, città conosciuta come la "Perla del Mar Nero", quella che una volta era un'area di ristoro, in un paio di giorni è diventata un centro di supporto per i militari, gli sfollati e i rifugiati.

E più di 300 volontari hanno letteralmente cambiato la loro vita.

Nikolay Viknianskiy è il responsabile del centro di volontariato umanitario di Odessa (Odessa Humanitarian Center).

Euronews
Nikolay Viknianskiy intervistato da Sérgio de Almeida.Euronews

"Nella vita di prima, diciamo così, ero un uomo d'affari e la mia attività era la distribuzione. Ecco perché è stato facile per me capire le reali esigenze delle persone che hanno bisogno di sostegno e che hanno bisogno di aiuto. E così ho portato qui il team della mia azienda. Sono dei veri manager e noi organizziamo tutto".

"I primi giorni abbiamo ricevuto aiuto dai cittadini di Odessa. Abbiamo semplicemente scritto su Facebook, Instagram e Telegram ciò di cui avevamo bisogno e la gente cI ha portato dI tutto".
Nikolay Viknianskiy
Responsabile Odessa Humanitarian Center

"Poi abbiamo organizzato un sistema di raccolta fondi e abbiamo comprato quello che serviva. Inoltre, abbiamo inviato molti inviti ad aiutarci a numerose missioni umanitarie e organizzazioni in tutto il mondo.
C'erano molte persone di Mariupol, ma ora purtroppo non possono lasciare Mariupol, ma li stiamo aspettando con il nostro aiuto. Così come molte persone arrivano da Kherson, ieri abbiamo aiutato circa 500 persone provenienti da Kherson e alcune da Mykolaïv.
Molti di loro hanno intenzione di rimanere qui. Ma io li sconsiglio, perché nessuno conosce il nostro futuro a Odessa. Forse un giorno avremo pesanti combattimenti anche qui. Ed è per questo che chiediamo loro di essere solo di passaggio. Consigliamo di andare nella parte occidentale dell'Ucraina e anche in Moldavia e in Romania. E li aiutiamo con il trasporto e tutto il resto".

- "Cosa ti aspetti per il futuro?", chiede l'inviato di Euronews, Sérgio de Almeida.

"Mi aspetto la nostra gloriosa vittoria. Nient'altro", risponde Nikolay.

Euronews racconta

Servizio di Paolo Alberto Valenti sulla storia "italiana" di Odessa. (26.3.2022)