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Sono già due milioni gli ucraini fuggiti in Polonia, ma per l'Onu "le cose si aggraveranno"

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Di Euronews
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Sono già due milioni gli ucraini fuggiti in Polonia, ma per l'Onu "le cose si aggraveranno"
Diritti d'autore  Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

È ormai un fiume umano quello che ogni giorno si riversa dall'Ucraina alla Polonia: centinaia di migliaia di persone hanno attraversato il valico di Medyka dall'inizio della guerra.

Secondo le guardie di frontiera polacche, più di due milioni di persone sono già entrate nel paese per fuggire da bombe e combattimenti, numeri già confermati anche dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR).

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un gruppo di profughi fuggiti dall'Ucraina arriva al valico di frontiera a Medyka, in Polonia, mercoledì 16 marzo 2022Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

La maggior parte di loro arriva con pochi bagagli e chiari segni di stress post traumatico per l'orrore che da un giorno all'altro li ha travolti

"Non c'è più acqua, né elettricità o cibo" racconta Irina Bogdaniuk, 24enne fuggita da Sumi, intervistata a Medyka dall'Associated Press. "Solo il pane si trova, e molto di rado. Tutto è chiuso. I bambini piangono. Fa freddo, è spaventoso. La Russia è l'aggressore, ci hanno attaccato per primi. Noi non abbiamo fatto niente a loro e nessuno li ha invitati a casa nostra, in Ucraina".

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uno stadio sportivo al coperto utilizzato come centro profughi, nel villaggio di Medyka, un valico di frontiera tra Polonia e Ucraina, martedì 15 marzo 2022Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Secondo l'UNHCR, la guerra in Ucraina ha già prodotto 3 milioni di rifugiati. Polonia, Romania e Moldavia sono in cima alla lista dei paesi ospitanti, ma l'UNHCR che i recenti bombardamenti russi vicino al confine polacco alimenteranno ulteriormente i flussi

Sono enormi le sfide logistiche e umanitarie affrontate dai paesi ospitanti, alcuni dei quali, come la Moldavia, estremamente poveri: solo gli sforzi coordinati dei governi e l'ondata di solidarietà che attraversa l'Europa hanno permesso di far fronte, per il momento, alla più grande crisi europea dalla seconda guerra mondiale.