This content is not available in your region

Ucraina, sedicesimo giorno di guerra. Bombardamenti in due città dell'ovest

Access to the comments Commenti
Di Euronews  Agenzie:  AP, AFP
euronews_icons_loading
Truppe e attrezzature tra gli alberi e l'artiglieria in posizione di tiro, vicino all'aeroporto di Kiev-Hostomel, nei sobborghi nord-ovest della capitale
Truppe e attrezzature tra gli alberi e l'artiglieria in posizione di tiro, vicino all'aeroporto di Kiev-Hostomel, nei sobborghi nord-ovest della capitale   -   Diritti d'autore  AP/Satellite image ©2022 Maxar Technologies

Mentre l'enorme convoglio russo lungo 60 chilometri rimasto alle porte di Kiev è stato smantellato e ridistribuito, gli abitanti della capitale cercano di fuggire durante le poche ore di cessate il fuoco.

Mosca insiste che aprirà corridoi umanitari, ma Volodomyr Zelensky mette in guardia sul fatto che potrebbe essere una menzogna. In città come Mariupol, la situazione è disperata. "Mariupol e Volnovacha (a nord di Mariupol) sono completamente bloccate", ha dichiarato il presidente ucraino. "Anche se abbiamo fatto tutto il necessario per far funzionare il corridoio umanitario, le truppe russe non hanno cessato il fuoco. Nonostante questo, ho deciso di inviare comunque un convoglio di camion a Mariupol. Con cibo, acqua e medicine".

La mattina dell'11 marzo, armi di alta precisione a lungo raggio hanno preso di mira le infrastrutture militari dell'Ucraina. Gli aeroporti militari di Lutsk e Ivano-Frankivsk sono stati messi fuori uso
Igor Konashenkov
Portavoce del Ministero della Difesa russo

Putin chiama i volontari stranieri

Il portavoce del ministero della Difesa russo ha fatto sapere questo venerdì mattina che le forze della Repubblica popolare di Donetsk hanno preso il controllo di Volnovacha. Intanto i media locali hanno riferito di esplosioni a Lutsk, nel nord-ovest del Paese (a soli cento chilometri dalla Polonia), a Dnipro, nell'entroterra e a Ivano-Frankovsk, nel sud-ovest.

Vladimir Putin, tra l'altro, ha appena dato l'ok per l'invio di "volontari combattenti" di Paesi stranieri e alla consegna delle armi occidentali catturate alle forze separatiste filo russe del Donbass. "Ci sono 16mila volontari in Medio Oriente, pronti a venire a combattere con le forze sostenute dai russi" ha detto il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu.

Cremlino nega l'attacco a Mariupol e parla di "provocazione inscenata"

Il Cremlino sostiene che il pesante bombardamento sulla città sul mare d'Azov sia stato un attacco "inscenato" e nega ogni responsabilità. "L'aviazione russa non ha effettuato assolutamente nessuna missione per colpire obiettivi nella zona di Mariupol", ha detto Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. "L'analisi delle dichiarazioni dei rappresentanti del regime nazionalista di Kiev, del materiale fotografico dell'ospedale, non lascia dubbi: l'attacco aereo è una provocazione completamente inscenata e una montatura anti russa per un pubblico occidentale".

Eloquente la risposta degli Stati Uniti", che vedono in quanto successo a Mariupol un altro segnale di possibili crimini di guerra: "Siamo assolutamente favorevoli agli sforzi per documentare e indagare sui rapporti di potenziali crimini di guerra in Ucraina", ha dichiarato in conferenza stampa Ned Price, portavoce del Dipartimento di Stato americano. "Il fatto è che abbiamo visto rapporti molto credibili di attacchi deliberati contro i civili, che, secondo le Convenzioni di Ginevra, costituirebbero un crimine di guerra".

Rifugiati in fuga verso l'Ue, a Kiev si scavano trincee

Oltre 2 milioni di ucraini sono fuggiti dal Paese dall'inizio dell'invasione, lo scorso 24 febbraio. Circa due terzi si sono rifugiati in Polonia. In due settimane l'Unione europea ha accolto lo stesso numero di rifugiati delle crisi del 2015 e del 2016 messe insieme.

Tra coloro che sono rimasti a Kiev, invece, molti volontari stanno scavando trincee nei principali punti di ingresso della città, per resistere all'esercito russo che potrebbe lanciare l'assalto in qualsiasi momento.