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Ucraini in Bulgaria: le storie di chi abita all'estero e di chi vi ha trovato rifugio

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Di Euronews
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Evacuazioni in Ucraina
Evacuazioni in Ucraina   -   Diritti d'autore  SERGEI SUPINSKY/AFP or licensors

Colonne di auto in fuga dall'Ucraina, sono già un fiume impazzito dopo 72 ore di guerra: cercano riparo nei Paesi confinanti.
Gli ucraini che vivono in Bulgaria sono preoccupati per i loro parenti in patria.
Maxim Dimitrov vive attualmente a Sofia, ma tutti i suoi cari sono là, nel Paese aggredito.

"Questa follia che sta accadendo per responsabilità di una persona è orribile - dice Dimitrov - credo che la gente abbia il buon senso per capire cosa sta succedendo e per valutare sobriamente la situazione. In Ucraina molti stanno combattendo per la loro terra perché non vogliono che un giorno qualcuno debba venire a liberarli da questa follia".

La paura per chi è rimasto in Ucraina

Tatiana Arnaudova è tra quelli che sono riusciti a scappare dal conflitto.

È arrivata a Varna in Bulgaria qualche giorno fa.

"Mio marito è in Ucraina - racconta la donna - la mia famiglia è in Ucraina, tutti i miei amici. Lui è nato in Ucraina e ha i genitori lì, sono anziani. Vuole difendere la sua terra, i suoi affari, tutto".

Ci sono già voci di abusi nel processo di evacuazione gestito dai consolati.

Si dice che alcune persone stiano cercando di corrompere i funzionari per accelerare il passaggio.

Krassimir Pankovski è impegnato nella Rete dele associazioni ucraine in Bulgaria e attualmente sta organizzando delle squadre di volontari per andare al confine ucraino-polacco.

Gli aiuti dei volontari in Bulgaria

"Ci siamo organizzati per trasportare persone in emergenza, perché al momento lasciano attraversare il confine a piedi a donne e bambini. Vogliamo aiutarli e portarli in Bulgaria. L'Ucraina è in fiamme in questo momento. Non c'è nessuno a cui chiedere aiuto, il mondo occidentale mi sembra stia reagendo abbastanza male, l'unico modo è organizzarci e agire" spiega Pankovski.

Sono ore di grande ansia e tristezza per molti ucraini: il pensiero è alle persone che non sono riuscite o non hanno voluto prendere la via della fuga per difendere il Paese.