L'Italia è fra le nazioni più esposte all'esterno per mancanza di fonti energetiche. Durissimo dibattito sulle politiche energetiche anche dentro la maggioranza
Più gas italiano contro il caro bollette, allarme ambiente e tempi lunghi. Sono i temi del dibattito nella penisola. La possibilità di raddoppiare la produzione interna di gas naturale è fattibile, ma in tempi abbastanza lunghi: secondo gli esperti ci vorrebbero almeno 24 mesi.
Erica Mazzetti della commissione ambiente dice: "Ci sono tanti giacimenti (sul territorio italiano) però dovrebbero essere migliorati e sarebbe un investimento molto gravoso. E inoltre rtemiamo molto sia dall'interno della maggioranza che sui territori che ci siano quelle contestazioni che come sempre vanno a bloccare tutti i progetti. Lo abbiamo visto ad esempio dieci anni fa nel nord dell'Adriatico quando si arrivò a dire che le trivellazioni in zona avrebbero portato alla distruzione di Venezia. Francamente sono cose assurde".
Uno dei progetti che bloccano la rierca di giacimenti italiani è il piano Pitesai è la sigla di Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Venne proposto dal Governo Conte-1 come strumento per dare una forma istituzionale all’obiettivo di bloccare le trivelle, ma era prima della crisi energetica.
Continua Erica Mazzetti: "Dobbiamo tornare ad estrarre maggiormente nelle nostre aree. C'è questo piano Pitesai che restringe ancora di più le aree di estrazione del gas, e che, per quanto riguarda i giacimenti esistenti non vuole fare modifiche o migliorie. Vuole anzi portare i giacimenti che già esistono a una specie di eutanasia".
Esistono possibilità meno intrusive per l'ambiente. Alberic Montagnier, analista dell'energia, spiega: "Progetti ce ne sono, si pensa ad esempio di sostituire alcuni gasdotti e sostituirli con un nuovo progetto dall'Egitto verso la grecia, ma si parla anche di una linea elettrica fra Egitto e Grecia".
Il dibattito è sul tavolo, ma la tensione dentro l'esecutivo italiano è altissima.