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Morti anche dei bambini nel blitz contro leader ISIS in Siria

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Di Euronews
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L'abitazione del leader del sedicente Stato Islamico, dopo il raid delle forze statunitensi. Washington sostiene che si sia fatto saltare in aria, uccidendo la sua famiglia
L'abitazione del leader del sedicente Stato Islamico, dopo il raid delle forze statunitensi. Washington sostiene che si sia fatto saltare in aria, uccidendo la sua famiglia   -   Diritti d'autore  ABDULAZIZ KETAZ/AFP or licensors

Critiche sugli Stati Uniti per le vittime collaterali del blitz che ha portato all'uccisione del leader jihadista Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, nel nord della Siria. Morti anche la moglie e due suoi bambini, ammette Washington, ma perché il terrorista si è fatto saltare in aria. Dubbi invece da Save the Children e altre ONG, che stimano in almeno 6 il numero delle vittime. "Un'operazione estremamente difficile - riassume la Casa Bianca -. Ma soprattutto la prova che siamo in grado di eliminare i terroristi ovunque si trovino".

"Morti almeno sei bambini in un'operazione militare condotta dagli USA nel nord-est della Siria - scrive in un tweet Save the Children -. I bambini non dovrebbero mai essere ridotti a vittime collaterali"

"Il rapporto finale non è ancora stato redatto - ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden -. Sappiamo però che all'avvicinarsi dei nostri uomini, in un ultimo e vile atto di codardia questo terrorista ha voluto sfuggire alla cattura per non rendere i conti davanti alla giustizia, di tutti i crimini che aveva commesso. Non solo quindi si è fatto esplodere, ma senza il minimo riguardo per il destino dei suoi familiari, ha fatto saltare in aria tutto il terzo pieno dell'abitazione in cui vivevano". 

La prova che possiamo stanare ed eliminare i terroristi, ovunque si trovino
Joe Biden
Presidente degli Stati Uniti

Per quanto poco conosciuto dall'opinione pubblica, con al-Qurayshi - secondo Biden - scompare uno dei più pericolosi terroristi in circolazione. Alla testa del sedicente Stato Islamico da poco più di due anni, viene indicato dai servizi statunitensi come l'autore di un recente attacco a un carcere in Siria, ma soprattutto come il regista di persecuzioni e stupri di massa, ai danni della minoranza degli Yazidi.