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Ratzinger accusato di aver coperto casi di pedofilia quando era arcivescovo di Monaco

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Di Eloisa Covelli
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Ratzinger accusato di aver coperto casi di pedofilia quando era arcivescovo di Monaco
Diritti d'autore  Andrew Medichini/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

Pedofilia e chiesa cattolica. Viene scritto un altro capitolo di questa triste storia. Stavolta l'accusato più noto è il Papa emerito Benedetto XVI, che da arcivescovo di Monaco tra il 1977 e 1982 avrebbe coperto quattro casi di pedofilia. Ad accusarlo è un rapporto commissionato dalla curia tedesca allo studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl e reso noto oggi.

Ratzinger si difende dichiarandosi innocente. Ma per i legali del rapporto di Monaco la smentita è "poco credibile".

Benedetto XVI fino ad oggi pomeriggio non ha conosciuto il rapporto dello studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl, che ha più di mille pagine. Nei
prossimi giorni esaminerà con la necessaria attenzione il testo.
Il Papa emerito, come ha già più volte ripetuto durante gli anni
del suo pontificato, esprime il turbamento e la vergogna per gli
abusi sui minori commessi dai chierici, e manifesta la sua
personale vicinanza e la sua preghiera per tutte le vittime,
alcune delle quali ha incontrato in occasione dei suoi viaggi
apostolici
mons. Georg Gaenswein
segretario particolare del Papa emerito Benedetto XVI

Di questi quattro casi, uno era già emerso nella stampa tedesca; nel rapporto si parla di "padre H.", verosimilmente Peter Hullermann, oggi 74 anni, che tra il 1973 e il 1996 ha abusato di almeno 23 ragazzi dagli 8 ai 16 anni. Nel 1980 Hullermann fu inviato da Essen a Monaco con una diagnosi di "disturbo narcisistico di base con pedofilia ed esibizionismo" per seguire una psicoterapia. In una riunione del 15 gennaio 1980 venne accolta la richiesta di trasferimento e alloggio a Monaco per la cura. Un mese più tardi il vicario generale Gerhard Gruber diede a Hullerman un incarico da assistente in una parrocchia, ma Ratzinger sostiene di non averlo mai saputo. Il rapporto è frutto di analisi di documenti e di testimonianze, un lavoro durato quasi due anni.

Non solo Ratzinger

Il rapporto prende di mira anche il suo successore a Monaco, il cardinale Reinhard Marx, che a giugno ha presentato le dimissioni, respinte da papa Francesco, in cui si assumeva la responsabilità per i fallimenti del passato. Anche lui è accusato di negligenza in due casi di abusi sessuali. Nonostante abbia commissionato lui stesso questo lavoro, non era a conoscenza dei risultati.

Michael Probst/AP2010
Reinhard Marx, foto d'archivioMichael Probst/AP2010

"Sono scosso e mortificato" commenta il cardinale Reinhard Marx in una nota. "Come ho sempre detto come arcivescovo della diocesi mi sento corresponsabile per l'istituzione della chiesa. E come arcivescovo in carica, in nome dell'arcidiocesi, chiedo scusa per la sofferenza che le persone hanno subito nell'ambito della chiesa negli scorsi decenni", aggiunge. "La crisi degli abusi è e resta una profonda scossa per la chiesa".

Il predecessore di Ratzinger, il cardinale Friedrich Wetter è accusato di non aver fatto nulla in ben 21 casi.

Il rapporto registra almeno 497 vittime di violenza sessuale dal 1945 al 2019. 247 vittime sarebbero maschi e 182 femmine. Il 60 per cento delle vittime aveva tra gli otto e i 14 anni.

A marzo scorso l’arcidiocesi di Colonia aveva pubblicato un altro rapporto sugli abusi dal 1975 al 2018, in cui risultavano 313 vittime e 212 responsabili, di cui il 63 percento erano prelati.

L'operato durante il suo pontificato

Ratzinger ha rinunciato al ruolo di pontefice nel 2013. Durante il suo pontificato (2005-2013) sono emerse le accuse di pedofilia nelle Chiese di tutto il mondo ed è stato il primo Papa a chiedere perdono l'11 giugno 2010 in piazza San Pietro. Ha incontratto più volte le vittime e nel maggio 2019 ha firmato le nuove norme contro la pedofilia.

La replica del Vaticano

L’arcidiocesi di Monaco aveva già annunciato una conferenza stampa per commentare il rapporto per il 27 gennaio. Mentre il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha diffuso questa nota: "La Santa Sede ritiene di dover dare la giusta attenzione al documento di cui al momento non conosce il contenuto. Nei prossimi giorni, a seguito della sua pubblicazione, ne prenderà visione e potrà opportunamente esaminarne i dettagli. Nel reiterare il senso di vergogna e il rimorso per gli abusi sui minori commessi da chierici, la Santa Sede assicura vicinanza a tutte le vittime e conferma la strada intrapresa per tutelare i più piccoli, garantendo loro ambienti sicuri".