Durante la conferenza annuale con la stampa, la premier ha affrontato i temi più caldi a livello nazionale e internazionale. Meloni ha avanzato l'ipotesi di un inviato Ue nei colloqui con Mosca per la pace in Ucraina, poi il commento sull'ipotesi dell'operazione Usa in Groenlandia
La premier italiana Giorgia Meloni risponde alle domande di giornalisti durante la conferenza annuale a Palazzo Chigi. Affrontando temi nazionali e internazionali, la premier spiega la posizione del governo.
In merito alla crisi internazionale e alla guerra in Ucraina, Meloni ha chiarito la posizione italiana: "Se l'Europa decide di parlare con solo una delle due parti in campo temo che il contributo che può portare sia limitato. Il problema è chi deve farlo. Se noi facessimo l'errore di riaprire le interlocuzioni con la Russia e di andare in ordine sparso faremmo un favore a Putin. L'ultima cosa che voglio fare nella vita è un favore a Putin".
Meloni si è detta "favorevole all'indicazione di un inviato speciale dell'Ue sull'Ucraina" e, commentando il dialogo con Mosca, ha osservato: "Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti della Russia con l'Italia, come Macron l'ha fatto sull'Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l'Ue parli con la Russia".
Tuttavia, ha frenato su un reintegro immediato: "Mi pare prematuro l'ingresso della Russia nel G7, ma sono temi che si apriranno quando ci sarà una pace".
Sulle dinamiche interne alla maggioranza e le posizioni di Salvini, ha aggiunto: "Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che considero un po' di parte. Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti che si fanno all'interno della maggioranza particolarmente su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filorussi e ucraini, tra filoamericani e non so bene cosa, ho sempre pensato che i fili ce li hanno burattini mentre i politici i fili non li hanno".
Meloni esclude un intervento Usa in Groenlandia
Sulle tensioni riguardanti la Groenlandia, dopo le minacce dell'amministrazione Trump, la premier ha smentito scenari di conflitto: "Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno".
Ha poi precisato: "L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l'amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l'attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. È un'area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere".
Qualora tale eventualità dovesse concretizzarsi, Meloni ha sottolineato che le implicazioni per l'Alleanza Atlantica sarebbero profonde, pur ritenendo lo scenario non realistico. Ha poi annunciato un impegno diretto dell'Italia: "Entro la fine del mese il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana sull'Artico, perché anche noi capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo. Stiamo facendo la nostra parte".
L'obiettivo, supportato dal ministro Tajani, è "preservare l'area artica come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le imprese che volessero investire lì e favorire la ricerca".
La premier: "Da Caracas segnale di pacificazione"
Meloni ha poi commentato gli sviluppi sulla crisi in Venezuela e la liberazione dei prigionieri da parte del governo di Caracas. "Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela".
Ha poi assicurato il massimo impegno per la signora Armanda: "Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio", ammettendo che "è molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei".
Carabinieri pronti a formare forze palestinesi
Sulla crisi in Medio Oriente, la premier ha ribadito che la questione "non è sparita dai radar". L'Italia ha investito 25 milioni di euro per la popolazione di Gaza e ha offerto i Carabinieri per formare le prime cinquanta forze di sicurezza palestinesi in Giordania.
"Se questo si dovesse materializzare, come auspico, nelle prossime settimane saremo la prima nazione europea a dare un contributo fattivo e concreto alla sicurezza della Striscia", ha detto Meloni.
Inoltre, la premier non ha escluso interventi più ampi: "L'Italia non dovrebbe escludere nulla. Non escludo la partecipazione dell'Italia a un'eventuale forza multinazionale, perché credo si possa fare una grande differenza. Poi ovviamente dipenderà da quello che deciderà il Parlamento".
Meloni: "Mai preclusione ideologica su Mercosur"
In merito all'accordo commerciale tra Unione Europea e i Paesi del Mercosur, la premier ha spiegato il cambio di passo del governo, basato su un approccio pragmatico: **"**Io non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Io sono per gli accordi di libero scambio ma anche per deregolamentare".
Il via libera italiano è giunto dopo aver ottenuto specifiche tutele, ha spiegato Meloni.Non potevamo dire sì a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni ", ha aggiunto la premier elencando poii risultati ottenuti nell'interlocuzione con la Commissione Ue: "Un meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, un fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata".
"Abbiamo messo in equilibrio interessi diversi, quelli degli agricoltori e la spinta del settore industriale, che ringrazio", ha poi detto Meloni.
Crisi migranti, Meloni rivendica cambio di paradigma
Sul tema migratorio, Meloni ha rivendicato un cambio di paradigma a Bruxelles: "La linea dell'Europa sull'immigrazione è stata completamente ribaltata. Oggi si parla di difesa dei confini, norme per i rimpatri, soluzioni innovative, non più il tema di distribuire i migranti ma fermare l'immigrazione illegale lavorando con i paesi di transito e di origine dei migranti", concludendo che su questo punto "l'Italia ha fatto la differenza".