Dopo sei ore di interrogatorio, Jacques Moretti è stato arrestato mentre la procura di Sion ha chiesto i domiciliari per la moglie. Mattarella e Macron insieme a Martigny per la commemorazione della strage di Capodanno
Le autorità svizzere hanno aperto un'indagine penale sui coniugi francesi titolari del bar Le Constellation, nel cui rogo hanno perso la vita 40 persone nella notte di Capodanno. Venerdì, la procuratrice di Sion, Beatrice Pilloud, ha disposto una misura cautelare restrittiva nei confronti di Jacques Moretti, proprietario del disco-bar Le Constellation.
Al termine dell'interrogatorio, durato sei ore, l'uomo è uscito dal palazzo di giustizia a bordo di un'auto della polizia. Mentre la moglie Jessica Moretti ha lasciato gli uffici della procura accompagnata dai suoi avvocati. Per lei la procura ha richiesto al Tribunale delle misure coercitive l'applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, con l'obiettivo di "limitare il pericolo di fuga".
La misura sarebbe stata presa per consentire alla donna di accudire al figlio piccolo.
I due francesi sono indagati di omicidio, lesioni personali, e incendio colposi.
"I miei pensieri costanti per le vittime e le persone che si stanno battendo tra la vita e la morte oggi, è una tragedia inimmaginabile e non avrei mai potuto immaginare che questo si potesse verificare in un nostro locale e voglio scusarmi", aveva detto Jessica Moretti in lacrime subito dopo essere uscita dalla procura di Sion.
Negli scorsi giorni, i coniugi di corsi hanno promesso la loro "piena collaborazione" con gli investigatori.
Gli inquirenti ritengono che le candele scintillanti in cima alle bottiglie abbiano innescato il tragico incendio al bar Le Constellation. Le autorità stanno indagando se l'insonorizzazione del soffitto fosse a norma e se le candele fossero consentite nel bar.
Negli scorsi giorni è emerso che l'ultima ispezione sulla sicurezza antincendio risaliva al 2019. Secondo le norme regionali, tutti gli edifici del Canton Vallese "accessibili al pubblico" devono essere sottoposti a un'ispezione annuale della sicurezza antincendio.
La gravità delle ustioni ha reso difficile l'identificazione di alcune vittime, diverse minorenni, richiedendo alle famiglie di fornire alle autorità campioni di Dna.
La Svizzera ricorda le vittime del rogo
Venerdì la Svizzera ha osservato un minuto di silenzio in tutto il Paese per ricordare le 40 vittime, tra cui sei ragazzi italiani, dell'incendio al bar-discoteca avvenuto la notte di Capodanno nella località sciistica di Crans-Montana, che ha provocato anche 116 feriti.
Il silenzio è stato rotto solo dalle campane che in tutto il Paese hanno suonato per cinque minuti, in una giornata di lutto nazionale segnata dalla cerimonia svoltasi a Martigny in omaggio delle giovani vittime.
Presente alla commemorazione anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"La cerimonia di oggi per l'immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto". È quanto scritto dal presidente della Repubblica nel libro delle condoglianze compilato al termine della cerimonia.
Prima di recarsi a Martigny, Mattarella ha fatto tappa all'ospedale di Zurigo per incontrare i familiari dei due ragazzi ricoverati. Il capo dello Stato ha ringraziato i medici insieme al personale della Protezione civile
"Sono venuto qui per ringraziarvi e per trasmettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell'Italia intera coinvolta nell'angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi", ha detto Mattarella ai medici.
Il presidente svizzero Parmelin: "Garantire che una simile catastrofe non si ripeta"
"Dobbiamo alle persone colpite, alle loro famiglie e ai loro cari il rispetto, il ricordo e l'obbligo di fare tutto il possibile per garantire che una simile catastrofe non si ripeta", ha scritto venerdì il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin in una lettera aperta.
Parmelin ha detto di essersi inchinato di fronte a coloro che "hanno avuto la fortuna di sopravvivere al disastro dell'incendio, ma che ora sono solo all'inizio di un lungo percorso di recupero".
Alla cerimonia hanno partecipato anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il presidente francese Emmanuel Macron, l'ex Granduca Henri per il Lussemburgo, il Primo ministro belga Bart De Wever e il ministro degli Esteri serbo Marko Đurić.
Per la Svizzera, hanno presenziato il Presidente Parmelin, il Cancelliere federale Viktor Rossi e diversi ministri.
La vicesindaca di Crans-Montana chiede scusa
Nicole Bonvin Clivaz, vicesindaca di Crans-Montana, ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e chiesto pubblicamente perdono in un'intervista alla televisione svizzera Rts. L'intervento punta a placare le polemiche sollevate dal sindaco Nicolas Féraud, aspramente criticato per non aver presentato scuse ufficiali durante la conferenza stampa successiva alla tragedia.
"Essere in prima linea può rendere maldestri, ma non ci sono giustificazioni: oggi è doveroso schierarsi al fianco di chi soffre", ha dichiarato Clivaz e ha inoltre ammesso una carenza nei controlli, assumendone la responsabilità a nome dell'amministrazione, pur rimandando all'inchiesta tecnica l'accertamento definitivo delle dinamiche.