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Il Libano tra crisi economica e stallo politico

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Di Euronews
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Il Libano tra crisi economica e stallo politico
Diritti d'autore  AFP

Il presidente del LibanoMichel Aoun ha chiesto di porre fine allo stallo che da 11 settimane paralizza il governo, minando ulteriormente le istituzioni del paese che si trova nel pieno del tracollo economico. È da metà ottobre che il governo non si riunisce: la rottura è avvenuta a un mese dalla sua formazione.

Per il persistere del blocco politico, Aoun ha accusato Hezbollah che aveva chiesto la destituzione del giudice incaricato delle indagini sull’esplosione al porto di Beirut che, il 4 agosto 2020, uccise 215 persone, ferendone più di cinquemila e distruggendo intere zone della capitale.

La paralisi istituzionale ha conseguenze dirette anche sugli aiuti internazionali. In occasione della sua visita in Libano della scorsa settimana, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiarito che il Libano non sarà aiutato se non uscirà dall’impasse, auspicando che le elezioni, in programma il prossimo anno, inaugurino una stagione di stabilità politica.

Il primo ministro libanese Najib Mikati spera di offrire una via d'uscita nel 2022: "Siamo in contatto con il Fondo monetario internazionale - ha detto - e attualmente stiamo finendo i compiti, finiamo quello che c’è da fare e intorno al 15 gennaio nei primi incontri rivedremo quanto fatto. Poi continueremo il nostro lavoro e ci riuniremo di nuovo, magari alla fine del mese o all'inizio di febbraio per finalizzare l'accordo. A quel punto annunceremo al popolo libanese lo stato dei fatti".

ll Libano sta vivendo una delle peggiori crisi economiche dal 1850 secondo la Banca Mondiale, con un deprezzamento senza precedenti della sua valuta e un impoverimento della popolazione. Circa l'80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.

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