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Assange: l'Alta Corte di Londra accorda l'estradizione. La compagna: "Ricorreremo"

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Di Euronews
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una manifestazione a sostegno di Julian Assange, fuori dall'Alta Corte di Londra, mercoledì 27 ottobre 2021.
una manifestazione a sostegno di Julian Assange, fuori dall'Alta Corte di Londra, mercoledì 27 ottobre 2021.   -   Diritti d'autore  Frank Augstein/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Un tribunale britannico ha stabilito che Julian Assange potrà essere estradato negli Stati Uniti, dove rischia sino a 175 anni di carcere per il rilascio nel 2020 di dispacci diplomatici top secret da parte dell'organizzazione da lui fondata, Wikileaks.

L'Alta Corte ha annullato la sentenza del 4 gennaio scorso del giudice distrettuale Vanessa Baraitser secondo cui il fondatore di Wikileaks non poteva essere estradato per motivi di salute mentale a seguito di un appello degli Stati Uniti.

L'11 agosto 2021, la Corte ha consentito agli Stati Uniti di ampliare la portata del proprio ricorso, ascoltando a fine ottobre le argomentazioni di entrambe le parti.

Baraitser aveva affermato che Assange non era in grado di far fronte al duro sistema carcerario negli Stati Uniti e sarebbe stato a rischio di suicidio, nel caso in cui fosse stato estradato.

Ma l'Alta Corte ha affermato di aver ricevuto garanzie che Assange non sarebbe stato mandato in una cosiddetta prigione "supermax" (di massima sicurezza).

Su Twitter, Wikileaks ha citato la fidanzata di Assange, Stella Morris, che descrive la decisione come un "grave errore giudiziario".

“Combatteremo" ha dichiarato nel pomeriggio Morris. "Ogni generazione ha una battaglia epica da combattere e questa è la nostra. Come possono questi tribunali approvare una richiesta di estradizione in queste condizioni? Come possono accettare un'estradizione nel paese che ha complottato per uccidere Julian, che ha complottato per uccidere un editore a causa di ciò che ha pubblicato?”.

Assange, 50 anni, è attualmente detenuto nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh a Londra.

I pubblici ministeri statunitensi lo hanno incriminato con 17 accuse di spionaggio e una di uso improprio del computer per la pubblicazione da parte di WikiLeaks di migliaia di documenti militari e diplomatici trapelati.

Le accuse prevedono una pena massima di 175 anni di carcere, anche se l'avvocato del governo James Lewis ha affermato: "La pena più lunga mai comminata per questo reato è di 63 mesi".