Dopo l'ok di Palazzo Madama, il testo passa alla Camera. Se approvato definitivamente, il provvedimento renderebbe l’Italia tra i primi Paesi europei a introdurre per legge una definizione di antisemitismo basata sugli standard internazionali
Il Senato ha dato il primo via libera al disegno di legge (ddl) contro l’antisemitismo, un provvedimento che punta a rafforzare gli strumenti per contrastare l’odio antiebraico e a introdurre una definizione condivisa del fenomeno.
ll testo è stato approvato mercoledì con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astensioni e ora passa all’esame della Camera. Il risultato del voto evidenzia un sostegno ampio ma non unanime in aula.
La maggioranza di governo ha votato compatta a favore, mentre tra le opposizioni sono emerse divergenze. Il provvedimento è il risultato di un confronto politico durato diverse settimane e di un iter parlamentare che ha portato a modifiche rispetto alla versione iniziale.
Il testo base era stato adottato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato il 27 gennaio, Giorno della Memoria, partendo da un testo presentato nel gennaio 2024 dal senatore della Lega, Massimiliano Romeo.
Nel corso della discussione in commissione e in aula, il ddl è stato rivisto attraverso emendamenti e l’integrazione di altre proposte legislative, anche presentate da esponenti dell’opposizione.
Le modifiche hanno riguardato in particolare la formulazione della definizione di antisemitismo e alcuni aspetti delle misure previste dalla proposta, mantenendo però l’obiettivo principale del provvedimento: dotare l’Italia di strumenti più strutturati per prevenire e contrastare il fenomeno.
Cosa prevede il disegno di legge contro l'antisemitismo
Uno dei punti centrali del provvedimento che si compone di cinque articoli, è l’introduzione nel quadro normativo italiano di una definizione di antisemitismo basata su quella adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), un organismo internazionale che riunisce numerosi Paesi impegnati nella promozione della memoria dell’Olocausto e nella lotta all’antisemitismo.
La definizione descrive l'antisemitismo come una percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti, attraverso atti verbali o fisici diretti contro persone, beni, istituzioni o luoghi di culto ebraici.
Il disegno di legge prevede inoltre che il governo adotti una strategia nazionale di prevenzione e di contrasto del fenomeno che prevede diverse linee di intervento, (articoli due e tre), aggiornata ogni tre anni dal Consiglio dei ministri.
All'articolo quattro, Il provvedimento istituisce la figura del Coordinatore nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, istituito presso la Presidenza del Consiglio il cui compito è quello di aggiornare la strategia nazionale.
Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento delle misure di sicurezza per le comunità ebraiche, iniziative educative e culturali per promuovere la conoscenza della storia e della cultura ebraica e azioni di monitoraggio e prevenzione delle forme di odio e discriminazione.
Chi ha votato contro il ddl contro l'odio
Il voto a Palazzo Madama ha mostrato un quadro politico articolato. A sostenere il provvedimento sono stati i partiti di maggioranza insieme ad alcune forze centriste e a una parte dell’opposizione.
I 24 voti contrari sono arrivati in particolare da Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre 21 senatori, in gran parte del Partito democratico, hanno scelto di astenersi, evidenziando divisioni anche all’interno dello stesso schieramento.
Una frammentazione che tradisce l'auspicio della senatrice Liliana Segre perché ci fosse "un'ampia convergenza".
Il disaccordo riguarda soprattutto la definizione di antisemitismo inserita nel testo, che richiama quella adottata a livello internazionale.
Alcuni esponenti dell’opposizione temono che possa creare ambiguità nel distinguere tra antisemitismo e critiche politiche nei confronti dello Stato di Israele, mentre i sostenitori della legge ritengono che una definizione condivisa sia necessaria per rafforzare gli strumenti di contrasto all’odio antiebraico e garantire maggiore tutela alle comunità ebraiche.
M5s, “Contrastare l’antisemitismo è una questione che richiede strumenti che questa legge non ha”
"L'approvazione del disegno di legge al Senato è un segnale di estrema chiarezza: l'Italia non arretra di un millimetro nella lotta contro ogni forma di odio antiebraico", ha dichiarato il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, a margine del voto in aula.
La senatrice M5s, Alessandra Maiorino, nella dichiarazione di voto, ha commentato che "l'antisemitismo è una forma di razzismo odiosa e antica e contrastarlo è una questione seria che richiede strumenti, anche normativi, seri e solidi. Non è il caso di questa legge proposta dalla maggioranza di centrodestra”.
Il Partito democratico attribuisce la mancata unanimità alla maggioranza, accusando la destra di non aver cercato un terreno di mediazione sul testo.
Tra i riformisti dem, invece, si evita di entrare nel merito del voto espresso. In aula il deputato Graziano Delrio ha chiarito che la posizione assunta non rappresenta una presa di distanza dal partito, ma ha comunque criticato il clima politico sul tema.
“Questo provvedimento rompe un silenzio e una timidezza della cultura democratica che non ha discusso abbastanza di questa emergenza”, ha dichiarato Delrio, sottolineando come il dibattito sull’antisemitismo in Italia sia stato finora troppo limitato.