Altri Paesi europei come Grecia, Francia e Regno Unito hanno inviato navi e mezzi aerei per la difesa del Mediterraneo orientale. L'Italia è sotto pressione da Cipro e dai Paesi del Golfo. I ministri Tajani e Crosetto riferiscono in Parlamento in vista di una decisione
L'Italia cerca di prendere una decisione sul suo contributo militare a difesa dell'Ue e del Mediterraneo, coinvolto nei contrattacchi dell'Iran con missili sparati verso Cipro. I ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto riferiscono in Parlamento questo giovedì mattina, per legittimare un'azione politica a stretto giro del governo.
Il governo italiano ha ricevuto richieste di aiuto dai Paesi del Golfo, con cui Giorgia Meloni si è posta come interlocutrice privilegiata, e da Cipro a causa degli attacchi da cui l'isola alla frontiera sud-est dell'Ue si è dovuta difendere per due volte finora.
La discussione in aula, sollecitata dalle opposizioni, verte in particolare su una risoluzione del governo sugli aiuti militari ed è stata preparata con una visita al Quirinale mercoledì sera del ministro della Difesa e della premier, dopo una vertice ristretto dell'esecutivo con l'intelligence nazionale "per analizzare gli sviluppi della crisi in Medio Oriente", recita una nota di Palazzo Chigi.
I passaggi dal presidente della Repubblica e in Parlamento sembrano gli opportuni confronti istituzionali per prendere una decisione pesante dal punto di vista militare e geopolitico, una mancanza per cui Donald Trump ha subito critiche dal Congresso degli Stati Uniti, non consultato prima dell'attacco della settimana scorsa in Iran.
A tenere i contatti in queste ore con Washington è Tajani, che ha parlato con Marco Rubio. **"**Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell'Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese", ha affermato mercoledì il nostro ministro degli Esteri dopo la telefonata con l'omologo statunitense.
Cosa può offrire l'Italia a Cipro e ai Paesi del Golfo per la difesa dall'Iran
Finora le autorità italiane hanno espresso condanna per gli attacchi iraniani e solidarietà ai Paesi della regione, coinvolti nel conflitto con Usa e Israele. Quanto a impegni militari, però, hanno preso tempo e accumulato ritardo rispetto ad altri Paesi europei, che hanno preso subito posizione, in un senso o nell'altro, dalla Francia al Regno Unito alla Spagna.
L'Italia potrebbe fornire dispositivi anti-droni, probabilmente anche il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T, di cui però ha fornito delle batterie all'Ucraina, e inviare navi militari. Decisioni che potrebbero arrivare per decreto nel prossimo Consiglio dei Ministri.
"Stiamo valutando la richiesta di mezzi difensivi" da parte di Paesi dell'area del Golfo "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento", ha spiegato mercoledì il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Subito dopo l'offensiva di Usa e Israele all'Iran e la rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo, Meloni aveva sentito il re del Bahrein, l'emiro del Kuwait, quello del Qatar e i leader dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti.
Mercoledì ne ha discusso a Roma con il ministro degli Esteri emiratino, Abdullah bin Zayed Al Nahyan.
La questione delle basi e delle installazioni Usa in Sicilia
Crosetto ha reso noto che gli Stati Uniti non hanno finora richiesto l'uso delle basi militari operative in Italia, per cui sarebbe necessaria un'autorizzazione del Parlamento.
Il tema è già stato terreno di scontro aspro del presidente Trump sia con la Spagna che con il Regno Unito, e dunque l'attenzione è massima.
Media italiani, tra cui il quotidiano Domani, hanno riportato di alcuni movimenti nella base aerea statunitense di Sigonella nell'est dell'isola, in provincia di Catania, in particolare di aerei spia P-8A Poseidon della Marina Usa.
La Sicilia ospita anche un'altra struttura fondamentale, il Muos (Mobile User Objective System). Si tratta di un ripetitore per le comunicazioni militari satellitare ad altissima frequenza nel Mediterraneo, uno dei quattro gestiti a livello globale dalla Difesa Usa , e si trova nel territorio di Niscemi, la cittadina in provincia di Caltanissetta colpita di recente da una terribile frana.
Nel territorio italiano gli Usa contano anche sulla base aerea di Aviano (Pordenone, condivisa con la Nato), quelle militari di Vicenza e di Camp Derby, in provincia di Pisa, e sulle basi navali di Napoli e Gaeta.