L'Ue ha annunciato che imporrà un divieto generalizzato di importazione di gas russo nel 2027. Di fronte a tale decisione, il Cremlino riflette se non sia più sensato decidere di bloccare già ora le forniture
Vladimir Putin non esclude che per Mosca sarebbe più vantaggioso interrompere le forniture di gas all'Unione Europea già adesso - senza aspettare che quest'ultima imponga prima delle restrizioni e poi un divieto totale di importazioni di "carburante blu" dalla Russia.
Il presidente russo ha dichiarato in un'intervista (fonte in russo) concessa ai media statali, facendo riferimento alle nazioni europee, che "se hanno intenzione di bloccarle comunque tra un mese o due, non è meglio fermarsi ora e rivolgersi a quei Paesi che sono partner affidabili e ottenere un punto d'appoggio lì? Ma questa non è una soluzione. In questo caso si tratta, come si suol dire, di pensare ad alta voce".
Putin ha aggiunto che darà istruzioni al governo di "lavorare su questo tema" insieme alle compagnie energetiche.
L'Ue punta a rinunciare al gas russo entro l'autunno del 2027
Nel 2025, le esportazioni di gas dalla Russia all'Ue sono scese del 44 per cento, a 18 miliardi di metri cubi: il livello più basso da quando cominciarono le vendite, negli anni Settanta. Tuttavia, alla fine dello scorso anno, la Russia rappresentava ancora il secondo fornitore di gas naturale liquefatto (Gnl) in Europa, dopo gli Stati Uniti.
Il Gnl viene trasportato nei porti europei tramite navi cisterna, mentre il gas non liquefatto viene fornito tramite il gasdotto Turkish Stream. Il piano europeo per abbandonare completamente il gas russo è costituito in questo modo: Il 25 aprile entrerà in vigore il divieto di importazione con contratti a breve termine; il 17 giugno saranno vietate le forniture via gasdotto con contratti a breve termine. Il 1 gennaio 2027 entrerà in vigore il divieto totale di acquisto di Gnl russo e dal 30 settembre 2027 di quello da gasdotto.
Tuttavia, lo stop potrebbe essere posticipato al 1 novembre 2027 se l'Ue dovesse avere difficoltà a riempire gli impianti di stoccaggio del gas per l'inverno.
Il Qatar ha sospeso la produzione di Gnl
Negli ultimi giorni, però, i prezzi del gas sono aumentati notevolmente, date le tensioni in Medio Oriente e le restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Inoltre, QatarEnergy ha sospeso la produzione di Gnl dopo gli attacchi iraniani alle sue infrastrutture, aumentando le incertezze sulle forniture globali.
In questo contesto, il ministro dell'Energia della Norvegia Terje Aasland ha già dichiarato il 3 marzo che l'Ue avrebbe dovuto riconsiderare il calendario per il rifiuto delle materie prime russe.
Bratislava e Budapest sono contrarie
Ungheria e Slovacchia, che hanno più volte sottolineato la loro dipendenza dalle forniture di Mosca, hanno votato contro l'abbandono delle materie prime russe. Budapest ha persino minacciato di adire le vie legali.
La dichiarazione di Putin sulla possibile cessazione delle esportazioni è arrivata subito dopo un incontro con il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, giunto a Mosca per discutere, tra le altre, proprio di questioni energetiche. Ha affermato che il petrolio e il gas russi sono fondamentali per garantire prezzi accettabili per i servizi pubblici.
Il presidente russo, da parte sua, ha definito l'Ungheria e la Slovacchia "i partner più affidabili" e ha promesso di mantenere le forniture, "naturalmente se la leadership di questi Paesi perseguirà la stessa politica di oggi, ovvero quella di essere controparti affidabili per noi".
Il ruolo della Cina nel mercato globale del gas
Gli osservatori considerano la Cina come un grande mercato alternativo per il gas russo. Mentre negli anni passati Pechino ha cercato di essere amica di Mosca ma anche, ove possibile, di non violare le sanzioni occidentali imposte al Cremlino, la situazione è cambiata con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e il forte inasprimento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina.
I principali attori del mercato globale del Gnl sono proprio gli Stati Uniti e il Qatar, Paese alleato di Washington. Il gas proveniente dalla Russia e dall'Asia centrale, secondo gli esperti, potrebbe diventare utile per la Cina sia politicamente che economicamente.
L'anno scorso Pechino ha iniziato apertamente ad acquistare prodotti energetici russi: dalla fine di agosto 2025 arrivano ad esempio nei porti cinesi le navi cisterna del giacimento russo "Arctic Lng 2", sottoposte a sanzioni da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Secondo gli esperti di Forbes, già quest'anno potrebbe essere firmato un contratto di fornitura alla Cina attraverso il gasdotto Power of Siberia 2, in costruzione. Tuttavia, secondo gli osservatori, il Cremlino dovrà affrontare negoziati molto difficili sul prezzo: i contratti esistenti per Power of Siberia-1 non si sono rivelati molto favorevoli per Mosca.
Inoltre, la politica informale di Pechino implica che nessun fornitore di materie prime debba avere una quota di mercato nettamente preponderante, e la quota delle importazioni russe è già piuttosto ampia.