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Assange verso l'estradizione negli USA - nuova sconfitta giudiziaria per il fondatore di WikiLeaks

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Di euronews
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Sostegno a Julian Assange
Sostegno a Julian Assange   -   Diritti d'autore  Victoria Jones/AP

Julian Assange può essere estradato negli Stati Uniti.
La Westminster Magistrates' Court di Londra ha emesso l'ordine formale di estradizione per il fondatore di WikiLeaks.

Salvo un ricorso dell'ultimo minuto presso l'Alta Corte, spetta ora alla ministra degli Interni, Priti Patel, dare il suo via libera finale al trasferimento dell'attivista australiano negli Stati Uniti, dove rischia una pesantissima condanna per aver contribuito a diffondere documenti riservati su crimini di guerra commessi dalla forze americane in Iraq e Afghanistan.

Il placet della ministra - dato per scontato - è previsto entro un termine massimo di 28 giorni.

Assange non era presente in aula ma collegato in videoconferenza dal carcere londinese di massima sicurezza di Belmarsh dove è rinchiuso da tre anni.

Scontato il sì del governo

Spetta a Patel la decisione finale sull'approvare il trasferimento negli Usa, che appare scontata se si pensa agli stretti rapporti di Londra con l'alleato americano. È infatti del tutto improbabile che possa negarla per una questione relativa ai diritti umani.

Resta la possibilità da parte dei legali di Assange di un ricorso all'Alta corte di Londra. Le probabilità di successo sono però ridotte al minimo dopo il lungo iter legale della magistratura britannica e soprattutto il fatto che il mese scorso la Corte suprema si era rifiutata di riesaminare il caso.

Fuori dal tribunale di Westminster alcuni attivisti di Wikileaks hanno protestato chiedendo di non estradare l'attivista negli Usa. Assange era riuscito a sposarsi il 23 marzo in carcere con l'avvocatessa sudafricana Stella Morris, la compagna che gli ha dato due figli durante il periodo d'asilo nell'ambasciata ecuadoriana, oggi presente all'udienza nello spazio dedicato al pubblico.