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Turchia, il business della nocciola: agricoltori e braccianti contro la Ferrero

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Di Euronews
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Braccianti agricoli in Turchia
Braccianti agricoli in Turchia   -   Diritti d'autore  AFP

Da una parte ci sono i braccianti, che raccolgono le nocciole nei campi in Turchia, pagati 14 dollari per 12 ore di lavoro al giorno, una cifra più bassa dell'emolumento minimo che la Turchia prevede per un lavoro da 45 ore alla settimana.

Dall'altra si erge il principale acquirente di quel raccolto: il gruppo Ferrero, che da 35 anni si approvvigiona di nocciole nelle regioni settentrionali del Mar Nero.

Lo sfruttamento dei braccianti agricoli

"I proprietari e i produttori ci pagano salari insufficienti perché il prezzo che otteniamo per un chilo di nocciole è basso - dice Bahri Koyu, lavoratore stagionale - questo prezzo non avvantaggia né noi né i produttori. Le uniche a beneficiarne sono le grandi aziende".

Un portavoce della Ferrero ha precisato che il gruppo non possiede o gestisce direttamente "aziende agricole in Turchia" e che si procura le nocciole rispettando le regole del libero mercato.
Nel 2014, ha acquisito la società turca Oltan, leader sul mercato locale, che procura, lavora e vende nocciole.

Il monopolio sul mercato elle nocciole

"Per l'amor di Dio, comprano nocciole da 22 a 23 lire al chilo (poco più di 2 dollari) e le rivendono a 23 dollari - spiega Omer Demir, presidente della camera dell'agricoltura di Istanbul - com'è che questi uomini fanno quello che vogliono mentre noi rappresentiamo il 70% della produzione? Non dovrebbe essere loro permesso. Dobbiamo fermarli."
E ancora: "La Turchia esporta circa 300.000 tonnellate di nocciole nel mondo. Che strano che solo le aziende straniere guadagnino profitti da questo business."

La Nutella in Turchia ha dunque un sapore amaro: secondo gli agricoltori, la Ferrero strangola produttori e lavoratori turchi.

La richiesta è che le autorità - il Turkish Grain Board, regolatore statale che supervisiona i prezzi, lo stoccaggio e i pagamenti - intervengano a rompere il monopolio del gigante dolciario italiano.