This content is not available in your region

Romania, affidato al generale Ciuca l'incarico di formare il nuovo governo

Access to the comments Commenti
Di Debora Gandini
euronews_icons_loading
Romania, affidato al generale Ciuca l'incarico di formare il nuovo governo
Diritti d'autore  Andreea Alexandru/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Dopo il tentativo andato a vuoto da parte di Dacian Cioloș, la Romania punta ora su Nicolae Ciucă. Al termine delle consultazioni con le rappresentanze dei partiti in Parlamento, il Presidente Klaus Iohannis ha conferito al ministro della difesa uscente del Partito nazional-liberale l’incarico di formare un nuovo governo.

Ciuca, 54 anni, è un ex generale a capo del contingente militare romeno in Afghanistan e in Iraq avrà il compito di porre alla crisi in corso per affrontare la drammatica situazione sanitaria nel paese alle prese con la quarta ondata di Covid-19

Il parlamento di Bucarest aveva negato la fiducia a un governo di minoranza formato da Ciolos, già premier negli anni scorsi al quale il presidente Iohannis aveva conferito l'incarico dopo la crisi dell'esecutivo guidato dal liberale Florin Citu, sfiduciato in parlamento.

Ciuca ha dieci giorni di tempo per formare una nuova compagine governativa e presentarsi in parlamento per chiedere la fiducia. Senza un esecutivo nel pieno dei poteri la Romania non sarà in grado di affrontare sfide importanti come la ripresa economica e l’uscita dall’emergenza virus.

Il sistema sanitario è al collasso, le terapie intensive sono sature e diversi pazienti vengono mandati in ospedali all'estero. Tra le cause di questa situazione drammatica, la bassa percentuale di persone vaccinate: solo un terzo circa della popolazione è finora immunizzato.

La crisi di governo

Divergenze sul piano di rilancio europeo e sulla gestione del Covid hanno provocato una crisi di governo in Romania. Sfiduciato il primo ministro di centro-destra Florin Citu dall'insolito sodalizio tra i suoi ex alleati liberal-democratici ed europeisti dell'Usr-Plus, il Partito social-democratico, e l'ultradestra populista del partito Aur.

La crisi era cominciata quando il capo del governo di Bucarest, Citu, aveva costretto alle dimissioni il ministro della giustizia Stelian Ion, del partito Usr-Plus, perché si era rifiutato di appoggiare la distribuzione di fondi alle comunità locali. La leadership del premier conservatore è stata messa in discussione anche per la presunte inefficienze nella gestione della pandemia, con ricadute economiche disastrose.