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Romania, ennesima crisi di governo. Recessione e pandemia al centro delle tensioni

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Romania, crisi di governo
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La Romania vive una nuova crisi politica, per molti inaspettata. Il Primo ministro centrista Florin Citu ha licenziato il suo Ministro della giustizia Stelian Ion, accusandolo di minare i piani di sviluppo delle comunità locali, una mossa che potrebbe rallentare la strada delle riforme.

L'annuncio è arrivato nella tarda serata di mercoledì 1 settembre, dopo che le tensioni tra il Primo Ministro e i suoi partner di coalizione si sono fatte più pensanti. Al centro della diatriba un piano di finanziamento delle infrastrutture di sviluppo locale da 12 miliardi di dollari per ridare slancio alle zone rurali. Progetto che Citu stava cercando di far approvare e che ora è bloccato mancando il voto del Ministero della Giustizia.

USR-PLUS ha annunciato di aver ritirato il sostegno al Primo Ministro e ha chiesto colloqui per la nomina di un altro primo ministro. Se Cîţu non si dimette, USR potrebbe anche sostenere una mozione di sfiducia contro di lui che sarà presentata dall'opposizione.

Da parte sua il premier ha inoltrato la richiesta di destituire Stelian Ion al Presidente Klaus Iohannis. Una rottura nella coalizione formata dal Partito Liberale di Citu, dall'USR di Ion e dal gruppo di etnia ungherese, che controllano il 56% del parlamento, avrebbe effetti su tutto il Paese. A partire dalla crisi economica, alla lotta contro il Covid.

A tenere banco sono state anche le riforme della giustizia, un'altra questione controversa nella coalizione di governo negli ultimi mesi. Anche prima della pandemia la Romania era alle prese con un crescente deficit di bilancio dovuto ad anni di instabilità politica che hanno preoccupato anche la Commissione europea.