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Nobel, un orgoglio per l'Italia ma il mondo della ricerca chiede più aiuti

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Di Debora Gandini
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Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica
Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica   -   Diritti d'autore  euronews
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Dopo 62 anni il premio Nobel viene consegnato ad un italiano che ha svolto la maggior parte del lavoro in Italia. Si tratta del Professore emerito della Sapienza, Giorgio Parisi.

Un evento che, accanto all'euforia e ai giusti festeggiamenti per l’importante risultato, riporta a galla tutte le difficoltà che incontra chi vuole fare ricerca nel Paese. Giorgio Parisi è stato insignito del Nobel per la Fisica a pari merito con Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann per i contributi innovativi alla comprensione di sistemi fisici complessi. E complesso è anche il mondo della ricerca in Italia.

Parisi si dice onorato per il riconoscimento che lo dedica a tutto il mondo della ricerca e a tutti i colleghi con i quali ha collaborato. Un campo molto complesso a cui ha portato molti contributi. Il Professore ha voluto ricordare che in Italia ci sono tanti altri scienziati che meriterebbero il Nobel, come il fisico Giuseppe Occhialini o il collega Nicola Cabibbo.

“Sono felice, non me lo aspettavo, ma sapevo che avrebbero potuto esserci delle possibilità", ha detto Parisi in collegamento con l'Accademia delle Scienze di Stoccolma. Poi ha rivolto un appello: "E' chiaro che per la generazione futura, dobbiamo agire ora in modo molto rapido contro i cambiamenti climatici".

L’ambientalista Giorgio Parisi

Ambientalista e sostenitore della battaglia a favore del clima, a gennaio Giorgio Parisi è stato tra i firmatari dell'appello di un gruppo di scienziati insieme con il presidente del Cnr per denunciare come nella discussione politica "la ricerca fosse uscita dai radar del Recovery Fund".

Dalle origini del premio sono 20 i riconoscimenti assegnati agli italiani, di cui 12 scientifici (5 di Fisica, 6 per la Medicina e 1 per la Chimica). L’ultimo Nobel consegnato ad un nostro connazionale è quello a Mario Capecchi nel 2007, ma quest'ultimo ha portato avanti le sue ricerche soprattutto negli Stati Uniti. Per trovare un vincitore che ha sviluppato il suo lavoro all'interno dei nostri confini bisogna risalire al 1959, quando il Nobel per la Chimica venne assegnato a Giulio Natta.

Il mondo della ricerca ha tuttavia bisogno anche di aiuti concreti. Secondo Antonio Zoccoli, Presidente dell'Infn, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ente a cui è associato lo stesso Parisi, servono maggiori investimenti, strutture, risorse, necessarie per fare la differenza.

''Bisogna investire e abbiamo una grande occasione con il Recovery Plan che prevede risorse per le infrastrutture, le università, i dottorati, i progetti di ricerca di diversi settori, dal calcolo alla medicina, passando per la tecnologia e l'agricoltura. Si tratta di un'occasione unica'', ha dichiarato Zoccoli.

Le congratulazioni delle istituzioni

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso grande soddisfazione per questo altissimo riconoscimento che rende onore all'Italia e alla sua comunità scientifica. "Congratulazioni a pioniere della ricerca", ha sottolineato Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Per il CNR l'assegnazione del premio Nobel al fisico Giorgio Parisi inorgoglisce tutta 'Italia e anche il Consiglio nazionale delle ricerche". La Presidente Maria Chiara Carrozza ha sottolineato che oltre a compiacerci per questo straordinario risultato la comunità scientifica lo ringrazia per il contributo fondamentale nello studio dei sistemi complessi disordinati alla base di tante linee di ricerca del Cnr, dallo studio dei sistemi vetrosi, ai sistemi di lasing e trasmissione della luce in mezzi random, dalle reti neurali e IA, alle reti metaboliche e alla biofisica.”

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA