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Perché i talebani isolati sono un pericolo per tutti

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Di euronews
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Perché i talebani isolati sono un pericolo per tutti
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Come due decenni fa, l'ordine dei talebani torna a regnare a Kabul. Spari e botti (questa volta) celebrativi accompagnano i passi degli ultimi americani verso la via d'uscita dall'Afganistan.

In una capitale confinata, non per ragioni sanitarie, le pattuglie di uomini in armi si scambiano i ruoli nei posti sensibili a distanza di sicurezza da bocca da fuoco. Digrignano i denti, ma non si sbranano.

I leader degli "studenti di Dio" si sgranchiscono le gambe simbolicamente sulla pista dell'aeroporto di Kabul, ultimo miglio occidentale in quella zona.

Almeno fino al volo conclusivo del C-17 della US Air Force da trasporto con a bordo gli ultimi drappelli di militari e diplomatici negli Stati Uniti.

La storia volta pagina, ma il capitolo afgano non finisce, sembra suggerire la dichiarazione del Segretario di Stato Usa Blinken:

"questa operazione è stata un'impresa in tutti i sensi. Molti Paesi hanno contribuito con forza al ponte aereo, dandoci una mano anche nei compiti aeroportuali di terra. Gliene siamo grati Ora i voli militari degli Stati Uniti sono finiti, inizia così un nuovo capitolo dell'impegno americano in Afganistan. Assumiamo la leadership diplomatica, conclusa la missione militare.

L'Afganistan resta un sorvegliato speciale. Le potenze limitrofe non hanno risolto i problemi di sicurezza regionali: Cina, Iran, Pakistan, India, Russia, Arabia Saudita e Paesi del Golfo hanno interessi vitali e confliggenti in afganistan. E poi resta la questione terrorismo che non sembra risolta con l'evoluzione preoccupante dell'Isis-K.