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Brasile agli indigeni: "Ti prendo la terra ma in punto di diritto"

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Di Euronews
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Brasile agli indigeni: "Ti prendo la terra ma in punto di diritto"
Diritti d'autore  Eraldo Peres/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Più di 6mila indigeni in rappresentanza di 173 diverse popolazioni brasiliane hanno sfilato in corteo verso la sede della Corte Suprema Federale (STF) a Brasilia, per ribadire il rifiuto al progetto di demarcazione territoriale e, allo stesso tempo, rilanciare la battaglia sui propri territori.

La marcia si inserisce in una settimana di mobilitazioni nella capitale brasiliana che prevede anche audizioni con rappresentanti del governo.

Attualmente il Congresso brasiliano sta esaminando un progetto di legge che impedirebbe o ostacolerebbe molti popoli indigeni nella rivendicazione alla terra, ''violando i loro diritti secondo il diritto internazionale'', ha detto oggi Human Rights Watch.

Il disegno di legge 490/2007, attualmente al vaglio della Camera dei Deputati, rende difficile il riconoscimento legale delle terre appartenute agli indigeni, se le popolazioni che le rivendicano non vi fossero insediate nell'ottobre del 1988 - mese in cui è stata promulgata la Costituzione brasiliana - o se non avessero avviato un procedimento legale per rivendicarle entro quella data.
Ma la Costituzione riconosce il diritto degli indigeni alle "terre che occupano tradizionalmente", senza limiti di tempo arbitrari.

"L'approvazione di questo progetto di legge sarebbe una delle battute d'arresto più significative nel riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni sulle loro terre dal ritorno alla democrazia in Brasile quasi tre decenni fa", ha detto Anna Lívia Arida, direttore associato di Human Rights Watch in Brasile.
"Arriva in un momento di estrema vulnerabilità per i popoli indigeni, che affrontano non solo l'invasione delle loro terre da parte di minatori e taglialegna, ma anche l'aperta ostilità dell'amministrazione Bolsonaro".

Nel tweet: "Migliaia di indigeni sono nella capitale del Paese per protestare contro la clausola temporale, che minaccia la demarcazione dei loro territori. Ecco perché le autorità dovrebbero ascoltarli".

Il 25 agosto 2021, la Corte Suprema dovrebbe iniziare a pronunciarsi sulla legalità della data limite del 1988, anche se i giudici possono chiedere un rinvio.
La Corte si pronuncerà su un caso presentato dallo Stato di Santa Catarina, che sta usando la "clausola temporale" per opporsi al riconoscimento delle terre tradizionali rivendicate dal popolo indigeno Xokleng.
La Corte ha stabilito che la sua decisione in questo caso sarà applicata a tutti i casi simili.