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Il Parlamento Ue approva un regolamento per contrastare gli abusi sessuali sui minori online

Di Susan Dabbous
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Il Parlamento Ue approva un regolamento per contrastare gli abusi sessuali sui minori online
Diritti d'autore  Xavier Lejeune/(c) EC - Audiovisual Service
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Disperazione, desiderio di morire e pianificazione del suicidio. Sono questi i pensieri ricorrenti dei minori vittime di abusi sessuali online riportati dalla Commissaria europea per gli affari interni, Ylva Johansson, oggi a Bruxelles, in occasione del lancio del nuovo regolamento europeo per proteggere i bambini dalle violenze in rete. Il nuovo regolamento dovrebbe risolvere il paradosso legislativo delle regole comunitarie introdotte alla fine del 2020 sulla protezione dei dati personali che ha indotto le aziende di telecomunicazioni a smettere di riportare gli abusi dei propri clienti alle autorità per paura di violare le leggi.

Il Parlamento Ue ha votato ora l'adozione di regole temporanee che aiutano i fornitori di servizi web a segnalare contenuti di abusi sessuali su minori online. Questo significa poter utilizzare tecnologie specifiche che scansionano immagini e testi con materiale pedopornografico.

"Le tecnologie – ricorda Javier Zarzalejos, eurodeputato spagnolo di centrodestra - possono essere utilizzate per rilevare non solo materiale pedopornografico già noto, ma anche chat e testi che facciano presumere ad un adescamento o alla produzione di nuovo materiale. Questo è un passo davvero rivoluzionario che abbiamo fatto".

In altre parole programmi di intelligenza artificiale potranno entrare nelle email e chat individuali e scovare i contenuti sospetti segnalandone la fonte. E a chi lancia l'allarme sulla violazione della privacy la commissaria Johansson ricorda che non verranno violate le norme sui dati personali. "I dati trattati per rilevare gli abusi sessuali su minori online – rassicura la Commissaria - sono limitati nel tempo e non vengono conservati più a lungo di quanto strettamente necessario. Il material raccolto viene poi valutato e ispezionato dagli inquirenti. Tanto per rispondere ad alcune perplessità. I server e internet provider dovranno lavorare a stretto contatto con le autorità nazionali per condividere informazioni sulla fase dell'adescamento dei minori online e trattare i dati personali in modo corretto."

Soddisfatte anche le associazioni che si battono per la tutela della privacy e della protezione dei minori. Le nuove norme sembrano andare nella giusta direzione, anche se arrivano in clamoroso ritardo considerato l'aumento di abusi online durante la pandemia.