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Myanmar, per l'ONU "concreto rischio di guerra civile"

Di euronews
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Tornano a manifestare per strada gli attivisti dell'opposizione in Myanmar, e l'occasione è quella del compleanno di Aung San Suu Kyi, rimossa dalla guida del governo con un colpo di stato militare nello scorso febbraio, e posta agli arresti domiciliari.

La situazione nel paese dell'estremo Oriente preoccupa le Nazioni Unite, che hanno lanciato un appello per fermare la vendita di armi alla giunta militare al potere a Yangoon.

Christine Schraner Burgener, inviata speciale dell'Onu, conferma il rischio di una vera e propria guerra civile. "Le possibilità di tornare indietro dal golpe militare diminuiscono mentre le minacce regionali aumentano".

In questi mesi la stessa opposizione si è andata strutturando sempre di più seguendo uno schema paramilitare, anche grazie all'aiuto di quello che rimane dei gruppi etnici che si sono sollevati contro la colonizzazione britannica, nel 1948.

Secondo dati di alcune Ong le proteste seguite al golpe e represse dalla polizia avrebbero causato almeno 870 morti, mentre almeno 5000 oppositori sono stati arrestati.