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Nuovi colloqui sul nucleare iraniano. Obiettivo il ritorno degli USA nell'accordo

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Nuovi colloqui sul nucleare iraniano. Obiettivo il ritorno degli USA nell'accordo
Diritti d'autore  Florian Schroetter/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Proseguono a Vienna i colloqui sul ritorno di Teheran e degli Stati Uniti al cosiddetto accordo nucleare, sperando di rilanciare l’intesa del 2015. Gli analisti affermano che le parti potrebbero raggiungere risultati concreti prima delle elezioni presidenziali in Iran previste per il 18 giugno. Un passo importante ma estremamente delicato.

“Il voto nella Repubblica islamica potrebbe fare emergere la divergenza tra i partiti sulla questione del nucleare. Abbiamo già una prova di questo nelle dichiarazioni dei candidati ammessi alle presidenziali, tutti sostanzialmente di stampo conservatore, ci spiega Nathalie Tocci, Direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Tubinga.

Allarme dell'Aiea sull'uranio arricchito

Secondo l’ultimo rapporto dellAgenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Teheran ha arricchito l'uranio 16 volte oltre il limite stabilito dall'accordo del 2015. Questo potrebbe creare un nuovo scontro diplomatico tra Teheran e gli altri paesi occidentali firmatari, tra cui Francia e Gran Bretagna. Il tutto mentre l'amministrazione statunitense guidata da Joe Biden cerca di rientrare nell’intesa abbandonata dal predecessore Donald Trump.

Come sottolineato dal senatore americano Lindsey Graham c’è forte preoccupazione a Washington sull'abuso da parte dell'Iran del diritto di arricchire l’uranio, un fattore che potrebbe portare il paese in futuro ad avere una bomba atomica. Mentre l’organismo dell’Onu e l'Iran in precedenza hanno riconosciuto le restrizioni all'accesso limitato alle telecamere di sorveglianza nelle strutture iraniane, il rapporto ora indica che gli iraniani "sono andati molto oltre".

Alle accuse della comunità internazionale risponde la controparte. Per il portavoce della diplomazia di Teheran, Saeed Khatibzade, i colloqui per il ripristino dell'accordo hanno fatto "progressi buoni e significativi", ma restano in sospeso alcune questioni-chiave, come le sanzioni imposte dagli Stati Uniti quando sono state limitate le ispezioni.