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Nucleare iraniano: il direttore generale dell'Aiea ci spiega perché l'accordo del 2015 non vale più

Di redazione italiana & Manuel Terradillos
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Rafael Grossi, direttore generale Aiea
Rafael Grossi, direttore generale Aiea   -   Diritti d'autore  Ronald Zak/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Dallo scorso 23 febbraio, l'Iran impedisce formalmente agli osservatori internazionali l'accesso agli impianti nucleari.

Vahid Salemi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif durante la conferenza stampa del 23 febbraioVahid Salemi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

La novità vera oggi è che la nuova amministrazione americana è disposta a tornare al tavolo dei negoziati e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha raggiunto un accordo temporaneo, (anche se comporta molti vincoli alle autorità iraniane).

Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica ci spiega perché l'accordo del 2015 non vale più: "Non è che ti svegli e dici siamo tornati nel 2015. Da allora sono successe molte cose. Dobbiamo vedere cosa ha prodotto l'Iran, cosa è stato fatto con quel materiale, con il materiale in eccesso. Se viene venduto, lasciando quindi dall'Iran, sotto il controllo di chi è, e noi cosa possiamo fare. Ci sono un certo numero di attività di ricerca e sviluppo che sono state proibite e che l'Iran ha sviluppato. Dobbiamo vedere cosa fare e che tipo di controllo possiamo avere".

Anticamera dell'arma nucleare?

Recentemente, le autorità iraniane hanno minacciato di arrivare a un arricchimento dell'uranio pari al 60% , praticamente l'anticamera per le armi nucleari. Cosa che comporterà maggiori problemi in una Regione di per sé già problematica.

"Penso che sarebbe una grave battuta d'arresto, sarebbe una situazione deplorevole e che genererebbe una situazione di destabilizzazione della Regione molto grave. Spero che ciò non accada mai e che l'Aiea cerchi di fare la sua parte".

L'Iran nega ogni addebito, ma senza un nuovo accordo il paese può continuare a fare i suoi traffici. Anche quelli nucleari.