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Nucleare, a piccoli passi verso l'accordo ma l'Iran continua ad arricchire l'uranio

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Nucleare, le trattative
Nucleare, le trattative   -   Diritti d'autore  -/AFP
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C'è cauto ottimismo ed è già un risultato dopo tre giorni di avvicinamenti e fughe in avanti: i colloqui di Vienna per il rilancio dell'accordo sul nucleare incassano dunque l'apertura- seppure prudente - della delegazione iraniana.

L'Iran ha negoziato con le cinque potenze che fanno ancora parte dell'intesa - Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Cina - e, per via indiretta, con gli Stati Uniti.
Teheran ha proposto delle bozze di accordo che potrebbero essere una base per i negoziati.

Abbas Araghchi, vice ministro degli esteri dell'Iran, ha dichiarato che "sembra che si stia formando una nuova intesa tra le parti, l'obiettivo finale è lo stesso per tutti. Anche il percorso da seguire è ora meglio definito".

L'apertura è arrivata dopo una riunione della commissione congiunta sull'accordo nucleare nella capitale austriaca: "Le parti coinvolte nelle trattative possono iniziare a lavorare su un testo comune e la delegazione iraniana ha presentato il proprio documento", ha aggiunto Araghchi.

D'altra parte, l'Agenzia internazionale dell'energia atomica punta il dito contro l'avvio, da parte iraniana, della produzione di esafluoruro di uranio arricchito fino al 60% nell'impianto Natanz.

Le ultime tensioni sono cresciute proprio in seguito al recente attacco al sito di Natanz. Secondo Teheran, Israele avrebbe sabotato l’impianto nucleare già in altre occasione preso di mira. L'obiettivo sarebbe quello di rallentare il programma nucleare dell’Iran, che sia Tel Aviv che Washington (fuoriuscita dall'accordo sul nucleare nel 2015) ritengono abbia finalità belliche.