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L'apprendimento a distanza in pandemia e tutti i suoi guasti

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La scuola in pandemia
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Si torna a scuola ma le generazioni che hanno dovuto per tanti mesi fare scuola col tablet scontano ritardi non solo di apprendimento. Cresce anche il divario di efficienza fra i vari paesi. Chi stava male adesso sta peggio

Dopo i momenti più bui della crisi pandemica si torna a scuola in tanti paesi ma l'impatto del lungo stop non è ancora chiaro. Secondo l'OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, gli effetti si sconteranno sul lungo periodo.

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Cresce il divario frai paesi con un sistema scolastico buono e quelli con un sistema meno buono

In un documento della direzione Education and Skills, l'OCSE evidenzia una correlazione tra chiusure e risultati di apprendimento degli studenti. I paesi con basse performance hanno perso più giorni di apprendimento in presenza mentre i paesi che hanno fatto meglio sono stati quelli che hanno mantenuto le loro scuole aperte più a lungo. Tuttavia ci sono anche altre gravi conseguenze come spiega il direttore del programma Education and Skills dell'OCSE Andreas Schleicher:  "I bambini sono i meno vulnerabili al coronavirus. SI ammalano raramente eppure sono il gruppo che è stato più colpito dalla sospensione della socialità indispensabile per contenere il virus. La scuola non è solo il luogo dove gli studenti imparano contenuti. È anche un'impresa sociale importantissima. L'apprendimento è sempre un'esperienza di socialità quindi più a lungo gli studenti sono stati esclusi, più a lungo sono stati lontani dagli insegnanti e dalle loro reti sociali, tanto più il loro benessere è stato compromesso. Infatti, per recuperare quel benessere ci vorrà più tempo rispetto al danno didattico ".

L'implementazione dell'e-learning ha generato un deficit di socializzazione tra i bambini e il peggioramento della dipendenza dai dispositivi elettronici.

"Genitori e insegnanti cercavano di limitare l'interazione dei bambini con cellulari e tablet. Ma ora non ci sono più limiti, è incontrollabile. I bambini sono entrati in un processo di dipendenza ai social media e alle promozioni. Con la scusa dell'interazione con le attività extrascolastiche, i bambini ora sono sempre connessi, ma non sappiamo come gestiscano le connessioni" : spiega la logopedista greca Maria Roussohatzakis.

La riduzione dell'insegnamento a distanza

"A parte le conseguenze educative, sociali e psicologiche, si comincia a collegare l'uso massiccio degli schermi ai problemi di vista dei bambini. Gli esperti sperano che, con l'espansione della campagna vaccinale l'educazione a distanza verrà drasticamente ridotta a partire dal nuovo anno scolastico ": conclude il nostro corrispondente da Atene  Panos KITSIKOPOULOS.

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