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A Venezia apre la Biennale del "Vivere insieme" per sopravvivere

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Biennale di Architettura 2021
Biennale di Architettura 2021   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Il problema della sopravvivenza, nel senso della capacità di creare armonie, anima nel profondo gli sforzi architettonici di chi presenta le sue installazioni alla Biennale di architettura di Venezia 2021 appena inaugurata nei suoi favolosi ambiti lagunari.

Nel credo del presidente Cicutto l’architettura è la disciplina che fonde maggiormente le arti, perché le utilizza un po’ tutte. "Usa la pittura, usa la fotografia, quest’anno userà anche la danza ed è quindi esattamente questo il senso che vogliamo dare alla Biennale, che pur mantenendo l’importanza delle mostre e dei festival che produce deve trovare il modo di offrire i contenuti che i curatori propongono in un dialogo costante per la formazione, la ricerca e l’approfondimento di temi che possono avere rilevanza nella società": ha confidato Cicutto.

La forma dello spazio e il suo archetipo

Da qui l'abbondanza dell'archetipo nelle forme come quello che ha ispirato l'installazione dell'architetto cileno Alejandro Aravena. Questo autore ha reinventato lo spazio in cui cileni e gli indigeni mapuche si sarebbero dovuti incontrare per sciogliere secolari controversie: una costruzione di alti fusti in legno tratti dalle foreste del meridione d'America. "Di fronte alla questione su come vivremo insieme, visto che c'è la lunga storia di conflitto tra cileni e mapuche, abbiamo pensato di recuperare la vecchia tradizione del parlamento per il negoziato. Tuttavia abbiamo capito che era necessario un passaggio precedente, ovvero un livello minimo di simmetria nella conoscenza fra le parti che avrebbero dovuto negoziare. Quindi questo manufatto qui è un Koyauwe, 'koya' sta per il verbo parlare, 'uwe' significa posto. Doveva ospitare cileni e mapuche che dovevano negoziare qui": ci spiega l'architetto Alejandro Aravena.

Le colonie sulla Luna e l'installazione 'Life Beyond Earth'

Che prima o poi l'uomo sia costretto ad abbandonare la Terra è sicuro. Il progetto Life Beyond Earth illustra un villaggio lunare allestito grazie all'odierna tecnologia. Il progetto sviluppato da Skidmore, Owings & Merrill (SOM) e dall'Agenzia spaziale europea (ESA), vuole dimostrare che la cooperazione globale tra più nazioni è possibile. Il Moon Village potrebbe essere creato in soli cinque anni.

Le delizie del padiglione britannico

Sotto il titolo di “The garden of privatised delights”, con esplicito riferimento al trittico di Bosch, Il Giardino delle Delizie, il padiglione del Regno Unito ha riunito diversi progettisti, personalità e studi professionali; i critici lo considerano il più accattivante fra i padiglioni dei Giardini. Attraverso grandi installazioni che rievocano spazi pubblici di varia natura, dal pub alla strada al parco giochi, l’intenzione è quella di sondare come – anche nella crisi contemporanea dovuta alla pandemia – dagli ambienti sociali molto spesso siano escluse vere e proprie categorie, gli adolescenti, per esempio.

Gli ambienti che diventano delle moschee

Fra i progetti britannici c'è anche quello dedicato alla reinterpretazione degli spazi architettonici comunitari per le funzioni religiose. Le comunità musulmane sono state capaci di utilizzare diversi spazi per creare moschee in Gran Bretagna. Si espongono quindi le riproduzioni di altrettanti luoghi di culto ricavate per esempio da un'ex chiesa, un ex sinagoga, un pub e una casa bifamiliare.

Organizzata con sistemi anti- pandemia la biennale di architettura di Venezia resta aperta fino al 21 novembre.