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Medio Oriente: raid, razzi e ancora morti. Appelli per il cessate il fuoco

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Di Debora Gandini
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Medio Oriente: raid, razzi e ancora morti. Appelli per il cessate il fuoco
Diritti d'autore  Adel Hana/AP

Macerie, fumo, rovine di edifici. A Gaza City c’è chi si lascia alle spalle tra le lacrime quello che resta delle case distrutte dopo l’offensiva israeliana e gli intensi bombardamenti sui nascondigli sotterranei di Hamas. Secondo l’esercito dello stato ebraico tra gli obiettivi, diverse basi militari e 15 km di un tunnel usato come nascondiglio sotterraneo dall’organizzazione integralista islamica. Per gli abitanti della Striscia si tratta del bombardamento più pensante da quando sono riprese le violenze.

Raid aerei ma anche colpi di artiglieria ed esplosioni intorno al porto di Gaza. Dal fronte opposto sono stati centinaia i razzi lanciati dai militanti di Hamas verso le città israeliane di Ashkelon e Ashdod che hanno fatto una decina di feriti. I video amatoriali che arrivano da Sderot, vicino al confine tra Israele e Gaza mostrano veicoli militari, carri armati, e tracce di missili intercettati dal sistema di difesa israeliano Iron Dome.

Il bilancio delle vittime continua intanto a salire. I morti in 8 giorni sono più di 200; secondo l'Autorità nazionale palestinese 192 sono a Gaza. 58 sono bambini. Uccisi 10 israeliani. In un’escalation di violenze che sembra non volersi fermare.

La scintilla che ha infiammato il MO

L'ultima scintilla, che ha fatto deflagrare il conflitto, risale al mese scorso con gli sfratti a Sheikh Jarrah, quartiere prevalentemente palestinese a Gerusalemme Est, da parte dei coloni ebrei e gli episodi repressivi sulla Spianata delle Moschee durante il Ramadan.

I razzi di Hamas all'indirizzo di Gerusalemme e Tel Aviv hanno scatenato l'offensiva israeliana contro Gaza, che ospita più di 2 milioni di palestinesi ed è sottoposta a blocco israeliano ed egiziano da quando l'organizzazione ha preso il potere nella Striscia nel 2007. Il portavoce militare di Hamas, Abu Ubaidah, citato dal sito di 'Haaretz', ha fatto sapere che se Israele continuerà nella sua offensiva si tornerà ad attaccare Tel Aviv.

La mediazione per il cessate il fuoco

Da giorni la comunità internazionale chiede un cessate il fuoco. Dalla Francia all’Egitto, dall’Onu all’Unione europea è necessario porre fine alla violenza. Mentre gli Stati Uniti sembrano essere impegnati in una diplomazia silenziosa ma intensa, riferisce il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan.

Secondo alcuni analisti Jonathan Schanzer della Fondazione per la difesa delle democrazie, sembra che Washington stia dando agli israeliani un po’ più di tempo per concludere questa operazione per neutralizzare alcuni degli alti dirigenti di Hamas. Un’operazione per indebolire l’organizzazione palestinese.

L'Egitto è uno dei paesi che sta portando avanti con maggiore determinazione l'opera di mediazione tra Israele e Hamas. Tra le altre, una delle richieste avanzate dai mediatori è stata quella di un breve cessate il fuoco: l'obiettivo era quello di consentire agli abitanti di Gaza di soccorrere i feriti negli attacchi aerei e recuperare i corpi di quelle rimaste uccise. L'ipotesi di una tregua, seppure momentanea, non è stata perseguita perché Israele aveva posto come condizione (non accolta) lo stop al lancio dei razzi da parte di Hamas e del Jihad Islamico. Per il Medio Oriente la guerra prosegue.