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Libia: il governo dell'est cede i poteri all'esecutivo di transizione

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Libia, governo di unità nazionale
Libia, governo di unità nazionale   -   Diritti d'autore  AP Photo
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C'è già qualcosa da festeggiare, il rullo dei tamburi di benvenuto all'aeroporto di Bengasi lo testimonia. Perché la guerra civile in Libia è congelata: a puntellare una pace ancora fragile è il nuovo Governo di Unità Nazionale.
Una delegazione di ministri del nuovo esecutivo è stata ricevuta in Cirenaica, roccaforte del generale Khalifa Haftar, una settimana dopo l'incontro a Tripoli con il presidente Fayez al Serraj. Entrambi hanno rimesso ufficialmente i poteri al governo di transizione presieduto da Abdul Hamid Dbeibah. Il passaggio delle consegne si è svolto nella sede dell'ormai disciolto esecutivo, che controllava l'est del Paese.

Il nuovo corso, che è riuscito a riunificare le due amministrazioni in cui si erano divise Tripolitania e Cirenaica, dovrà guidare il Paese sino alle elezioni di dicembre. Un passaggio salutato con favore dal presidente francese Emmanuel Macron in occasione dell''incontro all'Eliseo con il nuovo presidente del Consiglio presidenziale libico, Mohamed El-Menfi, e con il suo vice, Moussa Al-Koni.

"Penso che sia una sfida per il vostro Paese, per il vostro popolo - ha detto Macron - Ed è una sfida per tutta la regione perché non ci sarà pace nel Mediterraneo centrale e orientale, non ci sarà pace nel Sahel e in tutta questa regione dell'Africa se non si arriva ad avere la pace e la stabilità in Libia".

Il presidente francese, che nel passato recente aveva dato forte llegittimità politica alla fazione che faceva riferimento ad Haftar, si è però sempre presentato come mediatore della complicata crisi libica. Macron ha ribadito il pieno sostegno della Francia al governo di unità nazionale.

Abdul Hamid Dbeibah, il premier del governo transitorio libico che ha il compito di traghettare la Libia al voto, ha prestato giuramento il 15 marzo scorso davanti al parlamento di Tobruk, a 1.300 chilometri da Tripoli nell'est del Paese. Il premier e i suoi ministri hanno giurato in una cerimonia trasmessa in streaming da una tv libica.