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Un minuto di silenzio al Memoriale di Tokyo per le vittime di Fukushima

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L'Imperatore Naruhito e l'Imperatrice Masako.
L'Imperatore Naruhito e l'Imperatrice Masako.   -   Diritti d'autore  AP
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Fukushima e tutto il Giappone hanno ricordato il 10° anniversario del terremoto, dello tsunami e del disastro della centrale nucleare, che ha colpito la regione nord-orientale del paese.

Era l'11 marzo 2011.

Una data scolpita nella memoria storica del Giappone

Portando mazzi di fiori, molti cittadini comuni hanno camminato verso il mare e visitato le tombe per pregare per parenti e amici spazzati via dalla furia dello tsunami.

A Tokyo, l'imperatore Naruhito e il primo ministro Yoshihide Suga hanno visitato il memoriale delle vittime di Fukushima e hanno osservato un minuto di silenzio alle 14:46 (6:46 in Italia), l'ora in cui è iniziata la scossa di terremoto fatale.

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Deposizione di fiori al Memoriale delle vittime di Fukushima.AP

Quasi 22.000 vittime

Il terremoto di magnitudo 9.0 è stato uno dei peggiori della storia del Giappone.
Bilancio terribile: oltre 18.000 vittime e mezzo milione di sfollati.

Inoltre, il governo ha riconosciuto circa 3.700 altre vittime, la maggior parte di loro di Fukushima, morte per cause legate al disastro.

Dieci anni dopo, più di 40.000 persone non sono ancora in grado di tornare a casa a Fukushima e dintorni, dove le aree vicino alla centrale distrutta sono ancora off-limits a causa della contaminazione radioattiva.
Che durerà almeno altri vent'anni, dicono gli esperti.

Segni incancellabili nell'anima

La ricostruzione nelle aree colpite è andata avanti con continuità, ma il disastro ha lasciato segni incancellabili nell'anima di tutti i giapponesi.

Hiro Komae/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
Come ogni 11 marzo, da dieci anni, si tiene una manifestazione davanti alla sede della Tepco, che gestiva la centrale di Fukushima.Hiro Komae/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

"Basta restrizioni alle esportazioni dei prodotti di Fukushima"

A margine di questo anniversario, il Giappone lamenta che le restrizioni alle importazioni di prodotti dalla regione di Fukushima sono ancora in vigore e ha chiesto la loro revoca.

In una dichiarazione rilasciata per l'occasione, il ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, ha definito la cosa "deplorevole" e ha dichiarato che "il governo del Giappone farà il massimo sforzo, sulla base di prove scientifiche, per far rimuovere le restrizioni il più presto possibile".

Quindici dei 54 paesi e regioni che hanno messo severe limitazioni all'importazione di prodotti alimentari prodotti a Fukushima, sulla scia dell'incidente nucleare del 2011, ne mantengono in vigore alcune, tuttora.

Questi territori includono l'Unione Europea, la Cina, Hong Kong e Taiwan.
Le tre potenze asiatiche sono già state tra le prime cinque destinazioni di esportazione alimentare del Giappone nel 2020.

Rodrigo Reyes Marin/All Rights Reserved
Il primo ministro giapponese Yoshihide Suga arriva al Memoriale delle vittime.Rodrigo Reyes Marin/All Rights Reserved