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Tutti i "governi del Presidente": quando l'Italia ha fatto appello a premier non politici

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Convegno   -   Diritti d'autore  Mario Draghi
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Quando i numeri (in senso largo) della politica voltano le spalle alle esigenze del paese il Capo dello Stato cambia musica ed è quello che Sergio Mattarella ha fatto parlando di governo di alto profilo, al momento dell'incarico affidato a Mario Draghi.

Quando la scelta è del Capo dello Stato

Tradizione vuole che l'opzione si chiami in modo maestoso "il governo del Presidente" quando è ben noto che il Presidente in Italia non può interferire più di tanto con l'esecutivo ma deve certo intervenire per evitare l'avvitamento di crisi senza uscita.

Il primo caso di questa opzione, che sembra quella dell'ultima spiaggia, si presentò a chiare lettere nel 1953: a capo del governo venne messo Giuseppe Pella, capofila di un esecutivo democristiano da 155 giorni, cioè fino a quando passò la mano ad Amintore Fanfani che riuscì a organizzare un nuovo claudicante esecutivo rimasto in carica circa un mese.

I più recenti governi del Presidente

I governi che sono stati altrettante emanazioni di scelte del Presidente della Republica furono quelli di Carlo Azeglio Ciampi nel 1993, voluto da Oscar Luigi Scalfaro, e quello guidato da Mario Monti dalla fine del 2011 per volontà del presidente Giorgio Napolitano.

Ciampi era stato il Primo Presidente del Consiglio e primo Capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, nonché il secondo Presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia, preceduto solo da Luigi Einaudi nel 1948.

Il caso Dini

Secondo alcune interpretazioni un governo del Presidente fu anche quello di Lamberto Dini che i costituzionalisti si ostinano a definire più un governo tecnico. In margine alla Seconda Repubblica venne varato all’inizio del 1995 ed era composto da tecnici e non da esponenti politici. Quello che stupì fu che alla barra di Palazzo Chigi venne chiamato un ministro del precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi (a cui la Lega aveva tolto la fiducia) eppure a sostenerlo ci sarebbero stati buona parte dei gruppi parlamentari di centrosinistra che a inizio legislatura erano all’opposizione, con l’aggiunta (determinante) di deputati e senatori della Lega Nord.

Quando il voto non esprime indicazioni percise

Nella definizione di governo del Presidente potrebbe rientrare anche il governo di Enrico Letta del 2013. Letta venne scelto dal Presidente Napolitano per superare lo stallo seguito alle elezioni politiche finite quasi in parità fra gli opposti schieramenti e dopo il tentativo andato a vuoto di formare un governo da parte di Pierluigi Bersani.

Il prestigio di Draghi

Anche Mario Draghi non è un politico di professione ma avendo dimostrato tali e tanti successi di rango internazionale non potrà avere difficoltà personali nel gestire i cruciali (per non dire fondamentali) dossier europei relativi all'Italia dopo le sue efficaci performance alla guida della Banca Centrale Europea.

Per Governo del Presidente si intende quindi un incarico che la più alta carica dello Stato affida ad una figura di spicco, possibilmente non estratta dal mondo della politica, a cui si chiede di intervenire per superare un'impasse. Come accaduto anche adesso il detonatore di questa scelta è l'incapacità della politica ad esprimere un governo nella sua interezza a causa di una ridda di scontri, tatticismi, litigi e incompetenze.

Se non c’è una maggioranza, oppure questa non riesce a indicare al Capo dello Stato un nome per palazzo Chigi, il Presidente indica una personalità che considera adeguata e spesso si preferiscono professionisti di indiscussa fama internazionale che vanno in Parlamento a chiedere la fiducia con un programma preciso. Ed è il caso dell'incarico a Draghi.

Tutte le ragioni di una scelta che offusca il ruolo dei politici di professione

Le varianti dei possibili governi nel momento in cui la politica si dimostra incapace o inadeguata sono anche l'esecutivo di scopo, cioè quello che viene affidato alla personalità che in quel momento può con ragionevole margine di successo portare a termine una legislatura o condurre il paese alle urne.

Gli obiettivi di Draghi

Il governo Draghi potrebbe condensare diverse formule giuridico-istituzionali: essere semplicemente tecnico o prevalentemente tecnico ma includere anche ministri dell'esecuivo precedente e dovrà focalizzare scopi ed obiettivi ben definiti, cioè la gestione del piano vaccianale, la gestione della pandemia, l'utilizzo del Recovery, la riqualificazione dell'Italia in un momento talmente complesso e pericoloso in cui l'opzione delle urne rischierebbe di schiudere diverse trappole fatali per l'Italia.