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Covid-19: contagi alle stelle fra i senzatetto di Parigi

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Covid-19: contagi alle stelle fra i senzatetto di Parigi
Diritti d'autore  Anelise Borges, Euronews
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L'11 marzo sarà passato un anno dalla dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità con la quale veniva ufficializzata l'esistenza di una pandemia da Covid-19.

In una delle capitali più belle d'Europa vive Gilles. È un senzatetto di Parigi. Racconta il suo incubo, la paura di ammalarsi. E anche come di giorno in giorno le relazioni con le persone siano sempre più diffiicili, come l'esclusione sociale si stia acutizzando: “Le cose vanno peggio di giorno in giorno, la gente ha paura, è nel panico. Non ci parla. Questo è più spaventoso della malattia".

"Gli homeless sono tra i più colpiti dalla crisi del coronavirus e più esposti al contagio", spiega la nostra corrispondente Anelise Borges, "Qui a Parigi il tasso di positività, che generalmente si attesta intorno al 12 per cento, sale al 40 per cento tra chi vive per strada".

In Francia si stima che siano 300.000 i senzatetto. Le associazioni che li assistono ritengono che il governo abbia fatto troppo poco per loro. Pochi i test, non adeguate le strutture per accoglierli.

Pauline Loison, infermiera della Samusocial di Parigi, che conta su fondi pubblici e privati per accogliere i più bisognosi e offrire loro assistenza medica, spiega che se è complicato con i test anti-Covid, lo sarà ancora di più con i vaccini. Sarà difficile raccogliere in strada queste persone per effettuare la somministrazione del siero. Complicazione vuol dire lentezza nel contrasto dei contagi.

La crisi economica causata dall'emergenza sanitaria sta aumentando i numeri delle persone in difficoltà. Molti francesi sono diventati più poveri. E le organizzazioni caritatevoli temono che alcuni di loro finiscano col perdere la casa.

Christophe Robert della fondazione Abbé Pierre commenta: "La crisi è come una bomba a orologeria per tutti coloro che vedono diminuire le risorse e rischiano di non poter più pagare l'affitto e poi di essere sfrattati. Otto milioni di persone stanno attualmente bussando alle porte dei banchi alimentari. Non sono in grado di soddisfare i loro bisogni più elementari. Quindi la situazione è estremamente tesa".