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L'eolico offshore ha il vento in poppa in Europa

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L'eolico offshore ha il vento in poppa in Europa
Diritti d'autore  Ørsted A/S
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Le rinnovabili offshore potrebbero diventare la maggiore fonte di energia nel futuro decarbonizzato dell'Europa, con parchi eolici che entro il 2050 produrranno più di un quarto dell'energia. Una grossa opportunità per l'economia blu europea: l'eolico sta facendo nascere nuove fabbriche, nuove infrastrutture portuali e nuovi posti di lavoro nelle regioni costiere e oltre.

Elettricità per un milione di famiglie olandesi con l'eolico

In Europa l'energia eolica offshore sta vincendo la gara contro i combustibili fossili, in quanto fonte di elettricità pulita e sempre più accessibile economicamente.

E stanno nascendo sempre più siti come l'immenso parco eolico Borssele 1 & 2 di Ørsted nel Mare del Nord, 22 chilometri al largo della costa olandese.

94 turbine eoliche vengono fissate sul fondale marino a profondità comprese fra i 14 e i 40 metri. Una volta completato, questo sarà il più grande parco eolico offshore dei Paesi Bassi, produrrà elettricità per un milione di famiglie olandesi e contribuirà alla decarbonizzazione dell'industria costiera anche alimentando un nuovo impianto di elettrolisi che produrrà idrogeno rinnovabile per fertilizzanti a emissioni zero.

L'ambizioso obiettivo dell'Ue per l'eolico offshore

Primi segni dell'inversione di tendenza prevista nella nuova "Strategia per le energie rinnovabili offshore" dell'Unione europea, che punta a ridurre l'importazione di combustibili fossili attraverso la creazione di opportunità industriali e di posti di lavoro "verdi". L'obiettivo è che nel giro di trent'anni più di un quarto dell'elettricità europea sia prodotta in mare. Oggi siamo al 2 per cento.

Già leader mondiale nel settore, l'Europa punta ad aumentare ulteriormente la sua capacità eolica offshore di 20 volte entro il 2050. Questo significa nuove fabbriche, nuove infrastrutture portuali e nuovi posti di lavoro nelle regioni costiere e oltre: un'enorme opportunità per l'economia blu europea.

Più grandi di un Airbus A380

Come è spesso il caso nel settore dell'eolico offshore, gli investimenti richiesti sono colossali. L'Apollo è una delle navi da installazione di nuova costruzione che spostano componenti di turbine tra porti e parchi eolici.

Al porto di Ostenda, in Belgio, si lavora giorno e notte, sette giorni su sette, per portare a termine un altro parco eolico a 45 chilometri dalla costa. Caricare pale di 81 metri non è facile, soprattutto con il vento.

Alcuni porti sono ora costruiti specificamente per l'uso nel settore eolico offshore, ma altri, come il porto di Ostenda, devono essere modernizzati, spiega Georg Horvath che dirige il sito per Siemens Gamesa Renewable Energy: "Per la maggior parte dei porti che non sono costruiti appositamente, siamo costretti a investire tempo e denaro per adattarli alle nostre operazioni, e alcuni dei miglioramenti che effettuiamo resteranno permanenti. Per esempio, la rampa che ci permette di caricare le attrezzature su una nave roll on roll off ha dovuto essere modificata per resistere al peso dei nostri componenti".

L'intera catena logistica andrebbe migliorata per gestire i componenti prodotti in vari paesi europei, che stanno diventando sempre più ingombranti. "L'A 380, il più grande aereo passeggeri al mondo può volare fra le nostre pale - svela Jan Claes, Senior Project Manager di Siemens Gamesa -. La superficie che coprono corrisponde all'incirca a tre grossi campi di calcio. Le turbine stanno diventando sempre più grandi per rispondere alla crescente domanda di energia verde. Questo significa più posti di lavoro, più fabbriche, e la creazione di siti di assemblaggio come questo".

Ottimizzare per migliorare

Miglioramenti sono possibili attraverso l'ottimizzazione.

Il futuro parco eolico di Kriegers Flak si trova fra Danimarca e Germania e si collegherà simultaneamente alle reti elettriche dei due paesi, in modo da poter fornire elettricità in base alla domanda e al prezzo.

I costi potrebbero venire ridotti grazie a nuove tecnologie in grado di offrire una maggiore flessibilità, come le turbine eoliche galleggianti.

E un gruppo di ricercatori in Spagna ha inventato le torri telescopiche, installabili senza dover ricorrere a navi per carichi pesanti, con un potenziale risparmio di un terzo dei costi.

Un settore che ha fame di manodopera

Il settore dà lavoro a 62 mila persone in Europa, e continua ad aver bisogno di manodopera qualificata, soprattutto nelle zone costiere. La fabbrica installata da LM Wind Power a Cherbourg, in Francia, produce le turbine eoliche più grandi del mondo.

Per Eric Petit, direttore dell'impianto, "Il vantaggio di avere una fabbrica a Cherbourg è il fatto di trovarsi direttamente sul porto, di poter caricare le pale sulla nave e consegnarle ai campi eolici nelle vicinanze. Siamo circa 400 dipendenti, il nostro obiettivo è di produrre entro un anno quattro pale al mese".

Per far fronte alla domanda in crescita, lo stabilimento ha da poco assunto centinaia di nuovi lavoratori dai background più vari, che vengono formati in loco.

"È necessario formare più dipendenti - spiega la formatrice Ariane Merat - perché siamo a corto di personale nel reparto produzione. È una pala lunga 107 metri, abbiamo bisogno di molta gente intorno alla pala per poter fare il nostro lavoro. Ci sono moltissimi posti disponibili nell'eolico: operatori di produzione, addetti alla qualità, alla logistica, alla manutenzione..."

Con la sua turbina da 12 megawatt recentemente certificata per uso commerciale, l'azienda ha parecchie pale da produrre, conferma la direttrice delle risorse umane Florence Martinez-Flores: "È un settore in piena crescita. L'arrivo del sito di Cherbourg in Normandia ha consentito la creazione di oltre 150 posti di lavoro diretti, nella fabbrica, e 2 mila nell'indotto, a livello locale".

Una boccata d'aria fresca per il post-Covid

La massiccia espansione del settore eolico offshore ha un prezzo: la Commissione europea calcola che da qui al 2050 saranno necessari 800 miliardi di euro di investimenti, principalmente da parte di aziende private. Una boccata d'aria fresca per la ripresa economica post-Covid e vento in poppa per la transizione dell'Europa verso energie più pulite e sostenibili.

Journalist • Selene Verri

Risorse addizionali per questo articolo • Versione italiana: Selene Verri