Spagna: vecchie, care, solidali pesetas!

Spagna: vecchie, care, solidali pesetas!
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Di Lucia Riera Bosqued
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La ogn "Peseta solidaria" chiede a chi ha ancora monete o banconote della vecchia valuta, di donarle: c'è tempo, infatti, fino a settembre 2021 per convertirle in euro, che vengono donati al Banco del Cibo di Madrid

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C'è ancora tempo

Pesetas, duros, i giovanissimi non ricorderanno la vecchia moneta spagnola, ma molti ne hanno ancora da qualche parte in casa. Per nostalgia o pigrizia, ancora non sono state cambiate,

Ma le vecchie banconote e monete sono ancora convertibili in euro. E ora l'organizzazione "Peseta solidaria" ha deciso di usarle a buon fine. Per donarle, è sufficiente iscriversi al sito. I volontari le raccolgono porta a porta, le cambiano in euro e le donano al Banco del Cibo.

Una "fine nobile e dignitosa"

Per i fondatori dell'organizzazione è un modo di regalare una fine dignitosa e nobile alla peseta e che permette agli spagnoli di aiutare gli altri in questi tempi di necessità. Come spiega la fondatrice di "Peseta solidaria", Laura Blanco l'iniziativa piace alla gente: "Nonostante la crisi, vogliono dare una mano agli altri, e magari non hanno euro, ma hanno pesetas e questo è un modo per aiutare. Dalla signora che vive a Getafe e che ha una collezione di banconote che sua sorella ha lasciato ai suoi figli, all'uomo che ha sentito la notizia e ha chiamato il Banco del Cibo per donare 8 kg di monete".

L'inviata di euronews Lucia Riera, spiega che ci sono ancora 1.602 milioni di euro in pesetas nelle case spagnole. Ecco perchè il governo ha esteso la possibilità di poterle cambiare dal prossimo dicembre al settembre 2021, una decisione che "Peseta Solidaria" celebra perchè regala più tempo per lo sviluppo dell'iniziativa.

L'obiettivo

Raggiungere i 12 milioni di euro è lo scopo del Banco del Cibo che ha visto la domanda di aiuto crescere del 40% quest'anno, acausa della crisi dovuta alla pandemia. anche il profilo di chi chiede aiuto è cambiato, come racconta Mila Benito, Direttrice del Banco del Cibo: "Ci sono persone che lavorano e sono comunque in povertà, che è ancora peggio, perchè hanno dei compensi talmente bassi che non riescono a farcela. Più volte ho parlato con persone che mi hanno raccontato di essere stati volontari che distribuivano il cibo e che ora, invece, chiamano perchè hanno bisogno di aiuto. E il problema aggiuntivo è che veniamo dalla crisi del 2008 e quindi le famiglie non hanno risparmi".

Anche prima della pandemia c'erano 350mila persone che vivevano in povertà nella sola città di Madrid. Ora il Banco del Cibo di Madrid teme che la situazione raggiunga il culmine della crisi a gennaio.

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