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25 anni fa gli accordi di Dayton posero fine al conflitto in Bosnia, ma la regione ribolle di nuovo

Di Alberto De Filippis
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Le ombre di un oscuro passato tornano ad affacciarsi in Bosnia mentre i leader nazionalisti continuano ad alimentare le animosità etniche.

Sono passati 25 anni da quando gli Stati Uniti mediarono l'accordo di pace che mise fine alla guerra tra Bosnia, Erzegovina, Serbia e Croazia.

Chi si ricorda di quell'inferno, gli ex nemici, dedica oggi la vita a predicare la riconciliazione. Così Edisa Sehic, ex soldatessa bosniaca: "Il futuro è nei giovani. Dobbiamo far capire loro che non ripetano i nostri errori. Se ho vissuto qualcosa di veramente brutto, perché dovrei spingere mio figlio o qualsiasi altro bambino a vivere di nuovo quell'inferno?"

A Sarajevo i cecchini sparavano sulla gente che andava a fare la spesa

Anche Janko Samukovic è un ex soldato serbo che pensa che le persone debbano lavorare di più insieme: "Mi piacerebbe se le persone cooperassero. Ritengo che la gente non abbia problemi a vivere assieme, a stare insieme. Se lo facessimo questo porterebbe un cambiamento, per tutti noi in questo nazione."

La costituzione bosniaca non è precisamente la meno complicata del mondo

Quella guerra fratricida venne ufficialmente conclusa con gli accordi di pace a Dayton, in Ohio, negli Stati Uniti. Accordi che conclusero quattro anni di spargimento di sangue nei Balcani.

Fu proprio a Dayton che l'ex presidente serbo Slobodan Milosevic, l'ex presidente bosniaco Alija Izetbegovic e l'ex presidente croato Franjo Tudjman, si strinsero la mano. E adesso in tanti sperano che la presidenza possa riportare la calma in Bosnia.