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Bosnia, elezioni dopo 12 anni: a Mostar si sceglie il primo cittadino

Di Redazione italiana
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Mostar, la città nota per il suo ponte distrutto dall'artiglieria croata durante il conflitto nei Balcani, ha tenuto le sue prime elezioni comunali dopo 12 anni.

I Partiti nazionalisti bosniaco e croato hanno vinto nella città simbolo delle divisioni della Bosnia: l'annuncio arriva dalla Commissione elettorale.

Le disparità di trattamento tra le due etnie della città, croati e bosgnacchi, hanno fatto sì che nel 2010 la Corte costituzionale bosniaca abrogasse le leggi elettorali, senza che fossero mai sostituite da quelle nuove, finché non si è pronunciata la Corte europea per i diritti dell'uomo.

È stata una 36enne, Irma Baralija, a rivolgersi alla Corte affinché venisse riconosciuto ai cittadini di Mostar il diritto di eleggere il Sindaco.

L'intervista in inglese di Irma Baralija dopo la vittoria alla Corte europea dei diritti dell'uomo

Il principale partito croato, l'HDZ, ha vinto il ballottaggio nelle zone croate e guida la città nel suo insieme, con oltre il 37% dei voti, secondo i risultati preliminari.

Il nuovo consiglio comunale deve ora adottare uno statuto cittadino rivisto ed eleggere un nuovo Sindaco.

Secondo il presidente dell'HDZ, Dragan Covic, il capo della lista della sua formazione, Mario Kordic, un medico di Mostar, dovrebbe occupare la carica del Sindaco.

"Una giornata molto importante per i cittadini, cui è stata restituita la voce", dice l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Josep Borrell,

Per 12 anni, i gruppi etnici e religiosi hanno cementato la divisione della città, ciascuno governando la propria parte con la propria raccolta dei rifiuti, scuole, uffici postali, università o ospedali.