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Pompeo: "La Cina è un predatore", Pechino replica che la guerra fredda è finita

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Il segretario di Stato americano con il suo omologo in Sri Lanka - 28 ottobre 2020
Il segretario di Stato americano con il suo omologo in Sri Lanka - 28 ottobre 2020   -   Diritti d'autore  Eranga Jayawardena/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Dopo l'India lo Sri Lanka, il segretario di Stato americano Mike Pompeo continua il suo tour asiatico in chiave anti-cinese buttando benzina sul fuoco delle relazioni Washington-Pechino.

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di bullizzare Paesi più piccoli per attaccare il celeste impero, per Washington gli investimenti cinesi in Sri Lanka e Maldive, altra tappa del viaggio di Pompeo, sono solo una trappola del debito, finanziamenti insostenibile da ripagare per Stati dai piccoli budget, se ne giova solo il "predatore", così Mike Pompeo ha definito il partito comunista cinese. "Uno Sri Lanka a forte sovranità nazionale - ha detto Pompeo - può essere un partner potente e strategico per gli Stati Uniti ma ciò è in contrasto con quel che la Cina cerca. Vediamo da cattivi accordi, violazioni della sovranità, e illegalità per terra e per mare che il partito comunista cinese è un predatore".

Vediamo da cattivi accordi, violazioni della sovranità, e illegalità per terra e per mare che il partito comunista cinese è un predatore
Mike Pompeo
segretario di Stato americano

Parole che hanno suscitato la dura reazione di Pechino anche perché arrivate poche ore dopo la notifica al congresso americano, da parte della Casa bianca, di piani per la vendita di oltre 2 miliardi di dollari di missili a Taiwan. Il portavoce del ministro degli esteri cinese ha detto che gli Stati Uniti hanno una mentalità da guerra fredda, che vorrebbero una Cina ricaduta nel sottosviluppo. "Pompeo - ha aggiunto Wang Wenbin, è nato nel momento sbagliato: la tendenza cinese allo sviluppo e alla cooperazione è inarrestabile".

Pompeo è nato nel momento sbagliato, la tendenza cinese alla pace, allo sviluppo e alla cooperazione win-win è inarrestabile
Wang Wenbin
portavoce del ministero degli affari esteri cinese

Gli interessi cinesi in Sri Lanka e Maldive

La visita di Pompeo, a pochi giorni dal voto per la Casa bianca, riporta in auge un cavallo di battaglia della politica estera del presidente Trump: la guerra commerciale e culturale alla Cina. Ribadisce, inoltre, che l'area del sud e sud-est asiatico è di primaria importanza per gli Stati Uniti. Ma è possibile oggi, per gli Stati Uniti, occupare il terreno che la Cina occupa da ormai oltre un decennio con investimenti e aiuti massicci ai Paesi dell'area?

Tanto per dare un'idea del volume di interessi cinesi nei due Paesi visitati questo mercoledì da Trump, Sri Lanka e Maldive, ricordiamo che in Sri Lanka la Cina ha costruito un porto, un aeroporto, autostrade, centrali elettriche; recentemente ha offerto 90 milioni di dollari per lo sviluppo delle aree rurali; in modo simile le Maldive hanno un debito per infrastrutture, essenzialmente ponti e strade, con la Cina pari a un miliardo di dollari circa. Colombo per ripagare i debiti ha affittato nel 2017 un porto di costruzione cinese, situato vicino a rotte commerciali, a una compagnia cinese per 99 anni per riprendersi dal fardello del prestito ricevuto dalla Cina per costruirlo. Il Paese è strategico per la Cina che lo considera una tappa geograficamente importante sulla via della seta: c'è da giurare che Pechino non mollerà facilmente la presa davanti agli interessi economici e strategici degli USA.

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Protesta del People's Liberation Front, prima dell'arrivo di Pompeo - 27 ottobre 2020 - Ambasciata americana a ColomboEranga Jayawardena/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.