La giornata mondiale della peggiore delle epidemie: la fame

Campo profughi, Yemen
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Di Paolo Alberto Valenti
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Il Covid ha scatenato una catastrofe economica nella parte povera del mondo e la fame potrebbe fare molte più vittime del virus

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Mentre le fortune degli uomini più ricchi del pianeta aumentano in modo esponenziale - oltre il 25% solo da aprile a luglio, fino alla cifra record di oltre 10 mila miliardi e 200 milioni di dollari - si dimentica che l'epidemia della fame non è mai stata debellata e flagella le popolazioni di alcuni dei paesi più poveri della Terra.

Rapporto Oxfam

Oxfam nel suo rapporto 'Più tardi sarà troppo tardi', denuncia che 55 milioni di persone, in 7 paesi, sono sull'orlo della carestia per l'effetto combinato di conflitti, disuguaglianze estreme, razzismo e pandemia. Alla vigilia della Giornata mondiale dell'alimentazione e del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS), prevista il 16 ottobre, Oxfam ha rivolto un appello urgente alla comunità internazionale, per un pieno finanziamento del Piano di risposta delle Nazioni Unite al Covid, che renderebbe possibile l'intervento delle organizzazioni umanitarie nelle zone di maggiore crsisi cioè Yemen, Nigeria, Burkina Faso, Sud Sudan, Afghanistan e Repubblica Democratica del Congo questo mentre il piano di aiuto delle Nazioni Unite, da oltre 10 miliardi di dollari è fermo.

Il Nobel al Pam

Quest'anno il Nobel per pace 2020 è andato al Programma alimentare mondiale (World Food Programme) che è ancora lontanissimo dal poter abbandonare la sua missione. La motivazione spiega che il Pam ha esercitato i suoi sforzi per combattere la fame e per migliorare le condizioni per la pace in aree segnate da conflitti. Più precisamente, il Comitato per il Nobel ha detto che il Pam “è stato una forza trainante negli sforzi per prevenire l’uso della fame come arma di guerra e di conflitto”.

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