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Il dramma del Sud Sudan: dopo le locuste e il covid-19, le alluvioni

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Pibor, Sud Sudan - 10 settembre 2020
Pibor, Sud Sudan - 10 settembre 2020   -   Diritti d'autore  Tetiana Gaviuk/AP
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Senza tregua il Sud Sudan già afflitto dalle locuste e dal coronavirus ora fa i conti per il secondo anno consecutivo con le alluvioni. Il Nilo, colpa del cambiamento climatico, è ai livelli più alti da 50 anni e già 700mila sono le persone danneggiate dalle alluvioni. Allevatori che hanno perso il bestiame, profughi che hanno perso la casa, la sicurezza alimentare non è garantita.

Il World food program già assiste 600mila persone ma non è abbastanza. L'appello è per un finanziamento importante: Matthew Hollingworth, direttore in Sud Sudan del WFP, chiede stima gli aiuti necessari in 58 milioni di dollari "per dare immediatamente sollievo alla comunità, per rimettere le persone in piedi e riportarle il prima possibile nelle loro case".

Il portavoce del WFP, Peter Smerdon, spiega perché le alluvioni ora sono così gravi: "Ci sono sempre state inondazioni in Sud Sudan ma sicuramente negli ultimi 20 anni a causa del cambiamento climatico, abbiamo visto un aumento - dice - Quello che sta succedendo è che ci sono alluvioni ogni anno ma siccome aumentano la terra non si asciugando, anche durante la stagione secca, in molti luoghi. Quindi, quando tornano le piogge, l'impatto è ancora maggiore e c'è più sofferenza di prima".

Sul sito di Medici senza frontiere si legge: "Per il secondo anno consecutivo, fiumi in piena e inondazioni stanno colpendo le comunità nella regione del Grande Nilo Superiore a una velocità allarmante. Da luglio, le inondazioni hanno sfollato centinaia di migliaia di persone e ne hanno lasciate molte altre senza accesso a cibo e acqua potabile. Sono esposte a malaria, malattie trasmesse dall’acqua, insicurezza alimentare e ai morsi di serpente, mentre le alluvioni travolgono le loro case e le loro fattorie".

Una tragedia nella tragedia. Il Sud Sudan infatti è stato afflitto dal 2013 da una guerra civile che ha fatto 6.5 milioni di profughi e 400mila morti (accordi di pace sono stati firmati nell'estate) e recentemente la difficoltà negli spostamenti conseguenza del covid-19, ha fatto schizzare in alto i prezzi del cibo.